Ricostruzione di un fondello in celluloide

Da FountainPen.
Fig. 1 - Condizioni iniziali

Uno dei maggiori difetti della celluloide usata come materiale di costruzione per le penne è l'instabilità che essa può presentare (che si ritiene esser dovuta ad una non perfetta lavorazione e stagionatura del materiale originale) e che ne causa la cosiddetta "cristallizzazione" in cui il materiale, da estremamente elastico e resistente qual è normalmente, diventa fragile appunto come un cristallo, e tende e sbriciolarsi.

In casi come questo non esiste rimedio, la parte cristallizzata deve essere semplicemente eliminata e la sola possibile soluzione è quella di tentare una ricostruzione della stessa. In questa pagina si esamineranno i passi intrapresi in un caso concreto da Massimo (utente forum maxpop55) nel ricostruire il fondello di una Equipoised, da lasciare come possibile percorso per quanti desiderino tentare una impresa analoga. Anche se in genere non sarà possibile ottenere un ripristino completo ed indistinguibile, nel caso il risultato finale è stato più che soddisfacente.

Il punto di partenza

La penna presentava la parte terminale del corpo completamente rovinata; per questo si è provveduto a rimuovere completamente i resti della celluloide cristallizzata, limando fino ad arrivare al materiale rimasto in buone condizioni. Una volta cristallizzata la celluloide infatti non è recuperabile, e per poter ricostruire si deve eliminare completamente la parte rovinata, come illustrato in figura 1.

Fig. 2 - Solvente e materiali

Per poter incollare e fondere la celluloide da rimettere sulla parte distrutta i solventi utilizzati sono in genere due: l'acetone o l'acetato di etile. Nel caso è stato usato quest'ultimo (si tratta di un solvente con possibili effetti nocivi, è il caso di leggerne la scheda di sicurezza e tenere e mente i rischi che si corrono) anche perché esso riduce il problema della formazione di bollicine nell'essiccazione del materiale che si andrà ad aggiungere.

Occorre inoltre disporre del materiale di ripristino, e questa è probabilmente la parte più difficile da risolvere, in quanto la celluloide è un materiale altamente infiammabile e non più utilizzato nella produzione di oggetti, per cui non si trova normalmente in commercio ed alla fine la fonte più facile a cui ricorrere è quella del recupero da un rottame di un'altra penna, avendo la fortuna e costanza nella ricerca per trovarne una dello stesso colore (relativamente facile per quelli più comuni, molto meno per altri).

Ci sono comunque alcuni approcci da evitare, in quanto i relativi risultati portano in un vicolo cieco:

  1. non pensare di fondere insieme blocchi di celluloide per poter ricostruire il pezzo in una sola volta come in figura 3, mettendo la celluloide fusa in una sorta di stampo fatto ad hoc sulla penna: la celluloide fusa non si asciuga restando molliccia, ed ammorbidisce la parte sottostante rovinandola, rendendola tenera e non in grado di tenere la parte superiore.
  2. non avere furia e deporre strati di materiale troppo spessi, non occorre mai superare qualche decimo di millimetro, occorre aspettare che si asciughi (più è sottile meno tempo di mette, con 4 decimi di millimetro un quarto d'ora è sufficiente) e ripetere l'operazione, in caso contrario si avranno bollicine come in figura 4.

Per la ricostruzione utilizzando una parte di celluloide, recuperata da una penna simile, occorre partire tagliando un pezzo della lunghezza corretta e poi saldare le due parti con della celluloide fusa trasparente (come quella in figura 5, ottenuta lasciando pezzetti di celluloide in infusione con un po di acetato d'etile). Per dare maggiore solidità all'insieme è opportuno inserire un anima che prenda le due parti da unire.

Fig. 5 - Celluloide sciolta per incollaggio
Fig. 6 - Spezzone incollato

Ad essiccazione avvenuta si dovranno portare le due parti allo stesso diametro con lima, carta smeriglio e tanto olio di gomito. A questo punto si potrà proseguire nel restauro per ricostruire l'estremità finale del fondello. Nel caso della Equipoised si pone l'ulteriore difficoltà di ricostruire la parte terminale del fondello, con il suo anellino interno.

Non potendo essere aggiunto in seguito per la mancanza delle attrezzature necessarie, l'anellino deve essere montato durante la ricostruzione. Occorre applicare un anima alla fine del fusto, preferibilmente in celluloide, (come in figura 7). Le varie parti vanno sempre incollate con celluloide liquida, poi si deve inserire un anello della giusta misura, e sopra di esso la rondella di celluloide ricavata dal pezzo da cui è stata presa la parte di fusto mancante (illustrato in figura 8).

Dopo l'essiccazione si può passare a ricostruire la parte terminale. Essendo in questo caso conica occorre limare il terminale dell'anima a punta, operazione effettuabile anche prima dell'inserimento, in modo da essere facilitati nella ricostruzione. In seguito si devono sovrapporre vari strati di celluloide fusa in senso verticale, usando colori quanto più simili a quelli del fusto (come in figura 9).

Infine ad essiccazione completata, si deve scartavetrare con carta smeriglio via via più sottile e lucidare (vedi figura 10). Le parti dorate come l'anellino, che durante la lavorazione a causa degli abrasivi perdono il loro color oro, possono essere rinnovati come spiegato nell'articolo "ridoratura di un pennino".

Fig. 11 - Risultato finale

Riferimenti

  • [1] La discussione che ha dato vita a questa pagina