Ink-Vue filler

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Viene chiamato Ink-Vue filler (o caricamento Ink-Vue) una delle tante varianti di caricamento a sfiatatoio nate dopo l'ingresso sul mercato della Vacumatic della Parker. In questo caso si tratta del sistema di caricamento adottato dalla Waterman per il suo modello Ink-Vue, da cui origina il nome, anche se in realtà lo stesso caricamento si trova anche in alcune versioni della Lady Patricia.

In questo caso il principio resta lo stesso, il corpo è realizzato in materiale trasparente che lascia intravedere il livello dell'inchiostro, da cui appunto deriva il nome Ink-Vue, ed il caricamento è effettuato attraverso la compressione di un gommino, solo che a differenza dell'ordinario bulb filler in questo caso la compressione viene eseguita attraverso un meccanismo a levetta montato sulla parte finale della penna.

Il sistema prevede che si apra la levetta e si effettuino una serie di compressioni per pompare l'inchiostro. Ne esistono due versioni, uno con levetta intera (brevetto nº US-2068419), ed uno con levetta snodabile (brevetto nº US-2087672). Inoltre una versione successiva (brevetto nº US-2217755), adottata sul modello denominato 5116, consentiva di costruire la penna con un corpo realizzato in un pezzo unico e non in due parti assemblate l'una sull'altra come per i modelli precedenti.

Il sistema, ancorché funzionante, risulta piuttosto macchinoso con una discreta complessità meccanica, cosa che lo rende abbastanza delicato e piuttosto difficile da riparare. Non riscosse un gran successo, sia per questi motivi che per il difetto estetico di necessitare di una levetta esterna che rompeva l'uniformità del corpo della penna.