Sigillante per penne

Da FountainPen.
Un sigillante per penne

La vostra penna preferita vi macchia le dita? Forse non avete usato il materiale adatto per sigillarla. Provate questa ricetta: per le mie Sheaffer's 1250 con pennino conico ha funzionato, là dove gommalacca e cera solida hanno fallito.

Questa ricetta non è totalmente farina del mio sacco (Ottorino), gli ingredienti infatti sono citati in un manuale di riparazione della Sheaffer, ma ho messo a punto le proporzioni. Non fate caso alla meticolosità della ricetta, il mio "io chimico/farmacista" ha preso il sopravvento.

Il materiale necessario è un panetto di pece da violino e olio di ricino. Nel mio caso 17.39 g di pece mescolati con 6.26 g di olio di ricino. rapporto olio/pece 36 % in peso circa. Il panetto era 4.5 X 1.5 X 3 cm circa e l'olio di ricino 7-9 ml. Si tiene il tutto a 60-80 °C fino a che non si ottiene un materiale che fluisce come il miele (a 60-80 °C). Meglio essere parsimoniosi con l'olio di ricino, è più agevole aggiungerlo dopo se il materiale dovesse risultare troppo solido. L'eterogeneità dei materiali naturali e il loro stato di conservazione è un elemento da tenere in considerazione.

Quando raffredda ha la consistenza dello zucchero caramellato, tipo quello dei croccanti, non vetroso, ma molto, molto appiccicoso e viscoso. Sembra quasi quella roba che usano le donne per depilarsi. E' bene mettere gli ingredienti direttamente nel barattolo/flacone in cui poi lo conserverete, perché la viscosità impedisce un facile trasferimento.

Forse con queste dosi è un pelo troppo "sodo". Però funziona egregiamente. Va applicato a caldo. Si preleva una piccola quantità con uno stuzzicadenti e la si scalda anche col fornello a gas. In questo caso non è necessario porre troppa attenzione come nell'uso del calore per smontare una stilografica. Invece è importante porre attenzione a non farla cadere su superfici "sensibili". La sua rimozione non è agevolissima se non con solventi aggressivi che potrebbero danneggiare le superfici.

Note

La pece per strumenti musicali viene anche detta colofonia e si trova nei colorifici forniti. Stiamo provando formulazioni con resina di pino. La colofonia viene anche usata come lubrificante per piste da ballo.

Dopo qualche anno, il sigillante tende a cristallizzare, producendo dei piccoli cristalli bianchi. Non sono facili da ri-solubilizzare, ma con un po' di forno a microonde e più interventi si riesce a riportare il sigillante alla trasparenza originaria.

Se avete accesso a un forno a microonde e non rischiate l'incidente internazionale in famiglia, la preparazione può essere fatta facendo attenzione alla temperatura, ovvero alla potenza che userete. Meglio usare basse e bassissime potenze, tenendo d'occhio cosa succede all'interno del recipiente.

A un certo punto la preparazione bollirà e svilupperà tante bollicine, che in un mezzo così viscoso hanno l'aspetto di una schiuma. La schiuma tende a salire nel recipiente e se insistete con il microonde o il recipiente stesso è alto e stretto, finirà che il sigillante straborderà sul piatto del forno. I residui non sono proprio facilissimi da togliere. Almeno non con materiali sani dal punto di vista alimentare. Evitate recipienti plastici se non siete assolutamente sicuri della loro resistenza al calore.

Un'alternativa è usare un comune pentolino per mescolare i due componenti. Attenzione alle fiamme libere. La colofonia è infiammabile.

Riferimenti

  • [1] scheda di sicurezza della colofonia (in inglese).
  • [2] una discussione con ricetta alternativa
  • [3] usare come alternativa la cera odontoiatrica