Esterbrook J

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Una Esterbrook J nera

Storia

Il modello J venne introdotto sul mercato dalla Esterbrook nel 1941,[1] con la prima apparizione della prima versione del modello (chiamata anche Visumaster) dotata di una finestra di visualizzazione dell'inchiostro trasparente. La prima versione ebbe alcune varianti, le cui tempistiche di introduzione non sono note, nel 1943 venne introdotta la versione con caricamento a torsione,[2] da cui deriva la versione di transizione, la cui introduzione viene indicata all'incirca nel 1944.

La versione più comune e più nota della J (quella che in genere viene indicata quando si parla di questo modello) è comunque quella classica a due jewel che venne introdotta all'incirca nel 1948 in due dimensioni (J grande e SJ piccola) a queste seguirono (non è nota una tempistica precisa) le versioni LJ (più sottile) e le piccole CH (tascabile o da borsetta) ed H (senza clip). Non è nota una data di terminazione precisa, assumeremo il 1959, come indicativo della fine degli anni '50, ma l'assunzione è totalmente arbitraria, senza alcun riscontro fattuale ed eseguita ai soli fini della gestione della cronologia.

Caratteristiche tecniche

Si tratta di penne relativamente ordinarie sul piano tecnico, per quanto riguarda il caricamento ed i materiali ma di ottima qualità costruttiva nonostante la loro economicità. Quello che le distingue è il gruppo pennini (alimentatore più pennino) innestabile a vite nella sezione, e pertanto facilmente intercambiabile, del quale venivano prodotte un gran numero di varianti. Benché non sia stata la prima penna dotata di questa caratteristica (già presente nelle Personal Point) è su questa caratteristica che l'azienda usò come caratteristica per la promozione del modello. La clip metallica è agganciata a vite sul cappuccio tenuta sul posto da un gioiello, il cappuccio è con classica chiusura a vite.

Materiali

I materiali usati per la costruzione di corpo e cappuccio della penna erano la celluloide per le varianti colorate (ottenuti da fogli di celluloidi di bei colori) o la plastica stampata ad iniezione per le varianti monocolore (fra cui spiccano le belle tinte pastello). Clip, levetta, verette e particolari metallici erano realizzati in acciaio inossidabile di ottima qualità che resta lucido senza necessità di essere cromato. I pennini erano i classici pennini intercambiabili in acciaio della ditta.

Sistema di riempimento

A parte l'ultima variante delle prime versioni Visumaster, che era dotata di caricamento a torsione (twist filler) le J sono tutte dotate di caricamento a levetta. La prima versione del modello, quella chiamata appunto Visumaster, era inoltre dotata di una sezione con finestra trasparente che consentiva di visualizzare il livello dell'inchiostro, in maniera analoga al Visulated della Sheaffer o al Visometer della Parker (o agli analoghi sistemi usati anche da altri produttori).

Versioni

Almeno fino alla versione classica il modello J venne prodotto in una unica dimensione, la caratteristica distintiva della penna è la clip dritta in acciaio con due scanalature longitudinali, e l'anello sul cappuccio che riprende lo stesso tema. Le forme sono molto simili per tutte le versioni, leggermente affusolate, ma ciascuna presenta le sue varianti specifiche.

La prima versione della penna era chiamata Visumaster, presumbilmente per la presenza di una finestra trasparente per la visualizzazione del livello di inchiostro fra corpo e sezione analoga al Visulated della Sheaffer o al Visometer della Parker. E' caratterizzata da una realizzazione di fusto e cappuccio con strisce di materiale di larghezza diversa. Di questa versione esistono tre varianti, la prima variante ha un fondello più affusolato (ma sempre a terminazione piatta) ed un gradino sul fusto in corrispondenza alla chiusura del cappuccio, il gioiello che serra la clip è di metallo. La seconda variante ha un fondo della penna meno affusolato e perde il gradino sul cappuccio. Esiste infine una terza versione, molto simile alla successiva versione di transizione, senza finestra trasparente e con gioiello in plastica ed un cappuccio leggermente più corto. Sono equipaggiate molto spesso con pennini della serie 9xxx (vedi Numerazione Esterbrook).

Sono molto rare le versioni "Twist Filler" introdotto all'incirca nel 1943, che sono in genere equipaggiate con pennini della serie 8xxx in palladio prodotti durante la guerra per un breve periodo di tempo. In questo caso il fondello è zigrinato e funziona come manopola per l'uso del caricamento. Mantengono la finestra di visualizzazione dell'inchiostro ed il gioiello in plastica con tre scanalature trasversali. Questa è l'unica versione equipaggiata con un sistema di caricamento diverso dalla levetta.

Una Esterbrook J di transizione

La versione di transizione introdotta nel 1944 (riportata nell'immagine a fianco) mantiene le forme precedenti e sembra derivare direttamente dalla "Twist Filler"; presenta un solo jewel sul cappuccio, dotato di tre scanalature ed il fusto è a terminazione piatta, non è più presente la finestra di visualizzazione dell'inchiostro. Il cappuccio è più affusolato ed il fusto è a terminazione piatta. Anche di questa versione esistono delle varianti, una prima versione con la stampigliatura "R. Esterbrook + Co." in corsivo sovrastante un "Made in U.S.A." in stampatello ed una seconda in cui la prima riga è semplicemente "Esterbrook". Queste due prime versioni mantengono il gioiello con tre scanalature, una terza versione successiva passa ad un gioiello liscio analogo a quello della successiva versione classica. Una quarta versione inizia a presentare la stampigliatura "Esterbrook" in verticale sulla clip.

Una Esterbrook J classica

La versione classica introdotta nel 1948 (riportata nell'immagine a fianco) vede l'introduzione di un secondo gioiello sulla terminazione del fusto, inserito in un anello metallico. Inoltre il montaggio del gioiello non è più a vite ma ad incastro. La clip mantiene la stampigliatura "Esterbrook" in verticale.

Colori

Le prime versioni vennero prodotte da lastre di celluloide colorata ...

Pennini

La caratteristica distintiva di questo

Misure

Nella tabella seguente sono riportate le misure relative alla diverse varianti del modello, sia per quanto riguarda le lunghezze che il peso. I diametri per fusto e cappuccio sono misurati sul loro valore massimo, la sezione invece sul punto di presa, ed il diametro è quindi una indicazione molto approssimata. I pesi sono a penna scarica (o senza cartucce). Le misure sono state eseguite su esemplari singoli, pertanto sono comunque indicative, e sono possibili errori e variazioni dell'ordine del millimetro sulle lunghezze, di qualche decimo sui diametri, e del grammo sui pesi.

Versione Lunghezza Altre misure: lunghezze, diametri, pesi
Transitional 12,3 cm Lunghezze: 5,6 cm cappuccio and 15,4 cm calzata. Diametri: 12,0 mm fusto; 13,4 mm cappuccio and 9,1 mm sezione. Peso: 14; 9 fusto and 5 cappuccio.

Riepilogo delle informazioni disponibili

Si riportano di seguito le informazioni raccolte in riferimento ai modelli trattati in questa pagina, a partire dai dati di cronologia, i riferimenti trovati sul web ed il materiale (foto, pubblicità, documenti) disponibile al riguardo.

Cronologia

Anno Avvenimento
1941 l'azienda introduce le Esterbrook J nella variante detta Visumaster
1948 l'azienda ristilizza le J con due inserti su entrambe le estremità

Riferimenti esterni

  • [1] Prima pagina dedicata al modello su esterbrook.net (versioni iniziali)
  • [2] Seconda pagina dedicata al modello su esterbrook.net (versioni di transizione)
  • [3] Terza pagina dedicata al modello su esterbrook.net (versioni a due jewel)
  • [4] Quarta pagina dedicata al modello su esterbrook.net (versioni nei colori pastello)
  • [5] Profilo della penna sul sito di R. Binder
  • [6] Pagina sui modelli Visumaster sul sito dismesso di Bill Acker
  • [7] Pagina su Penspotters

Note

  1. assumiamo come fonte principale della ricostruzione storica quanto riportato da Brian P. Anderson nella suo sito dedicato alla Esterbrook da cui è tratta anche la classificazione delle varianti, Richard Binder indica nella pagina dedicata al modello il 1943 come data di introduzione, ma con riferimento alle versioni con caricamento twist filler, che Anderson qualifica come le ultime varianti delle versioni della J precedenti il modello Transitional, per la data del 1941 invece Anderson fa riferimento ad un catalogo.
  2. che Richard Binder riporta essere piuttosto un caricamento a stantuffo.

Materiale disponibile