Red Hard Rubber

Da FountainPen.
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Pubblicità di una Duofold in ebanite rossa

Il colore naturale dell'ebanite, quello di più immediata produzione, è il nero; fin dai primi anni del 1900 però i produttori di stilografiche, nel tentativo di differenziare la loro offerta e di dare un tratto distintivo alle loro penne, cercarono delle alternative per poter utilizzare altri colori.

La pigmentazione dell'ebanite si dimostrò però molto complessa, e l'unico colore che si riuscì a produrre in maniera relativamente semplice, senza perdere le caratteristiche fondamentali del materiale (resistenza chimica, durezza, facilità di lavorazione) fu il rosso arancio, ottenuto in genere mescolando al composto del cinabro ed altri materiali per aumentarne la brillantezza. Varianti della lavorazione, usando l'ematite come colorante, portarono invece alla creazione di una colorazione rossa più scura, tendente al marrone, usata più spesso insieme al nero nelle varie combinazioni (mottled o rippled).

Una Montblanc in ebanite rossa

Benché alla fine fossero disponibili diverse colorazioni, quella che è stata usata in maniera più ampia nella produzione di penne è senza dubbio quella del rosso arancio; si fa pertanto riferimento principalmente a questa quando si parla di penne in ebanite rossa (in gergo abbreviata in RHR, acronimo di "Red Hard Rubber"), colore chiamato cardinal dalla Waterman o orange red dalla Eversharp, che lo hanno usato in diversi modelli.

Ma questo materiale è stato reso famoso ed ha conosciuto il massimo della sua notorietà, sia pure unito al nero delle parti terminali, con l'introduzione sul mercato dalla Duofold della Parker (che lo chiamava Laquer-red) che con questa penna creò una vera e propria nuova tendenza stilistica, con numerose imitazioni, come quella della Montblanc mostrata nell'immagine a fianco.

Riferimenti esterni