Procedura di smontaggio e rimontaggio per Sheaffer Snorkel

Da FountainPen.


Come già riportato in altri documenti, smontare una stilografica è sempre una soluzione estrema. Prima di procedere, leggete attentamente la pagina sui consigli generali per il ripristino di stilografiche. Se dopo le "cure preliminari" qualcosa continua a non funzionare a dovere o, nel caso della Snorkel Pen, se palesemente il sacco dell'inchiostro o le guarnizioni sono da sostituire, allora potete seguire la presente procedura.


Sheaffer Snorkel

Introduzione

Prima di entrare nel vivo della discussione relativa allo smontaggio, è bene spendere due righe sulle particolarità delle penne su cui andremo ad operare. La Sheaffer Snorkel Pen è stata prodotta in vari modelli, quelli con pennino "normale" (Special, Admiral, Saratoga e Sovereign) e quelli con pennino conico "Triumph Nib" (Statesman, Clipper, Valiant, Sentinel, Crest, Signature, Autograph, Triumph e Masterpiece).

Le penne utilizzate per le fotografie presenti in questa procedura sono una Valiant (pennino conico bicolore in oro) ed una Statesman (pennino conico in argento-palladio). A proposito del pennino, vorrei far notare a chi non lo conosce, che quella lieve incurvatura verso l'alto della punta (vedi fig. 1) è una caratteristica del pennino stesso, quindi, anche se a qualcuno farà ridere l’affermazione, non cercate di raddrizzarlo.

Fig. 1 - Pennino Triumph

Occorre ricordare che queste penne montano un sacco #14 o #14,5 (vedi tabella sacchetti); inoltre, dato il meccanismo di compressione pneumatica, i sacchetti in silicone (maggiore spessore della parete = maggiore rigidità) in genere sono meno adatti rispetto a quelli in lattice. Maggiori informazioni, anche contrastanti con quanto detto, si trovano in in questa pagina in inglese.

In generale si tratta di penne che possono contenere relativamente poco inchiostro, ma questo è tollerabile in quanto il bello della penna è proprio il piacere che nasce da fatto di sfruttare il suo particolare meccanismo per ricaricarla. Sul "libro", Frank Dubiel insiste che se propriamente riparata, una penna del genere permette comunque un elevato numero di parole. Il problema non è nel ridotto volume del serbatoio, ma nella perfetta tenuta del sistema pneumatico che ne permette la ricarica.

Fig. 2 - Sheaffer Snorkel smontata

La Snorkel Pen per i modelli con pennino Triumph, è una penna composta da una quindicina di pezzi e risulta abbastanza facile da smontare e rimontare. Presenta qualche difficoltà in più nel caso si debba cambiare il sacco dell’inchiostro, e con esso il set di guarnizioni. Il principio di funzionamento è analogo al sistema Touch Down, salvo che per questo modello, c'è un ulteriore particolare che partecipa al sistema di ricarica: lo snorkel, il quale permette di ricaricare la penna senza sporcarne il pennino.

Al fine di determinare se la penna necessita della sostituzione del sacchetto, oppure degli o-ring possiamo fare una prova di tenuta. La prova di tenuta la si fa in una scodella (o simile) immergendo la penna nell'acqua caricando e scaricando il serbatoio. Si deve osservare se escono bollicine d'aria (proprio come fareste per la camera d'aria della bicicletta per trovare una eventuale foratura); questo di solito avviene tra sezione e fusto oppure da dietro (dove la manopola si avvita sul corpo) nei casi peggiori. E' opportuno farlo prima di smontare tutto per capire se sia il caso di intervenire e eventualmente su quali parti. Dopo aver fatto la prova, Se non vedete bollicine, asciugate comunque bene la penna. Inoltre potrebbe succedere che la penna è a tenuta ma il sacchetto interno è rotto. La penna può caricare acqua e rilasciare poi inchiostro e acqua, di solito su una camicia bianca. Non usatela subito, ma verificate che il sacchetto sia intero e non rotto.

Fuoriuscita dello snorkel ed estrazione del sistema di caricamento

La prima cosa da fare per poter smontare il sistema di caricamento della penna è quello di metterla nelle stessa condizione di quando effettuiamo la ricarica dell’inchiostro, ovvero: ruotare il fondello in modo da fare uscire tutto il tubetto dello snorkel dal suo alloggiamento (vedi fig. 3, movimento 1). Dopo che il tubetto è giunto completamente al fondo corsa, tirate indietro la parte posteriore (vedi fig. 3, movimento 2)

Fig. 3 - Sheaffer Snorkel, estrazione snorkel

Separazione del gruppo pennino dal sistema di caricamento

Per separare la parte anteriore (del pennino) da quella posteriore che contiene tutto il meccanismo di ricarica, dovremo svitare la zona indicata nella fig. 4. Dal momento che il corpo (barrel) sarà sigillato (o dovrebbe esserlo) alla sezione del pennino ("section") tramite della gommalacca, occorrerà aiutarsi scaldando un poco la zona dove indicato nella figura.

Fig. 4 - Zona da riscaldare

Operate sempre con molta calma e senza forzare eccessivamente sulla sezione e sul corpo posteriore. Se avrete fatto una buona "preparazione", gli stessi si sviteranno (vedi fig. 5). Personalmente il mio concetto di "senza forzare eccessivamente" (in questo caso), si traduce nel fare l'operazione, per quanto possibile, solo usando le mani. Può accadere che la molla interna sia rotta o molto rugginosa.

In questo caso avvertirete come un blocco improvviso al movimento di svitatura. In questo caso è verosimile che i pezzi metallici interni siano in pessime condizioni, magari a formare un unico blocco reso solidale dalla ruggine.

Continuare nell'azione di svitatura potrebbe comportare la rottura di qualche pezzo. Quindi è opportuno procedere a inserire dell'olio all'interno del fusto e attendere che le parti interne si lubrifichino e l'attrito si riduca. L'olio può essere inserito nel fusto dopo aver svitato il gruppo pennino (fig. 9). Dopo lo smontaggio è però opportuno procedere alla rimozione dell'olio con acqua e sapone.

Fig. 5 - meccanismo di ricarica smontato

Estrazione della molla e smontaggio del tubo di ricarica

Una volta estratto il tubo di ricarica ("filler tube"), dovremmo estrarre la molla ("spring") presente all'interno del corpo ("barrel"). Questa operazione è estremamente facile, perché basta capovolgere il corpo e la molla scivola fuori. Qualora questo non accadesse, potete sempre prenderla con un paio di presselle e sfilarla (vedi fig. 6).

Fig. 6 - estrazione della molla

Passiamo ora allo smontaggio del tubo di ricarica. Il tubo di ricarica si estrae nella stessa direzione di quando è a riposo, ovvero verso la zona filettata che si unisce alla sezione. E' tenuto in sede dalla presenza di una vite con impronta a taglio, avvitata nel fondello. Per poterlo estrarre, bisogna munirsi di un cacciavite a lama, abbastanza lungo (circa 11-12 cm) da arrivare fino al fondo del tubo di ricarica ("filler tube") come in fig. 7.

Fig. 7 - smontaggio tubo di ricarica

Tenendo fermo il tappo posteriore di plastica ("blind cap"), cominciate a girare lentamente il cacciavite finché sentirete la lama impegnarsi nella sede della vite; a questo punto potete iniziare a svitare. Quando il tappo sarà libero vi resterà in mano. Non dovrete fare altro che far scivolare fuori la vite e spingere il tubo di ricarica (vedi fig. 8). Quest'ultimo presenterà una certa resistenza data dall'attrito tra lo stesso e l'o-ring presente sul corpo ("barrel"). Tale o-ring ha lo scopo di garantire la tenuta all'aria nelle operazioni di ricarica. All'interno del tappo posteriore è presente un altro o-ring. Qualora desideriate sostituire l'o-ring che fà la tenuta sul tubetto di ricarica, potete vedere la specifica sezione della pagina Smontare Sheaffer Cadet 23 TD.

Fig. 8 - estrazione tubo di ricarica

Separazione del pennino dalla sezione

La separazione del pennino dalla sezione, si rende necessaria qualora si abbia il bisogno di operare sul pennino, o molto più semplicemente per effettuare la sostituzione della guarnizione nella quale scorre lo snorkel. Se osservate la fig. 9, vedrete che la zona da separare è indicata con una linea rossa. In quella zona le due parti sono avvitate insieme.

Fig. 9 - separazione pennino da sezione

Occorre esercitare una certa forza (come sempre, possibilmente a mano), ma quasi certamente prima dovrete scaldare un poco la zona perché è probabile che sia stata sigillata con la gommalacca ("shellac"). Una volta separate le parti queste vi si presenteranno come nella fig. 10, dove è stata messa in evidenza la presenza della guarnizione che garantisce la tenuta al passaggio dell'aria tra lo snorkel e la parte interna della penna; tale guarnizione ha un verso, come si può vedere nella fig. 11: la parte "piana" va verso il serbatoio, la parte con il collarino verso il pennino. La tenuta all'aria è fondamentale per garantire un buon livello di ricarica, come del resto in tutti i sistemi di ricarica a compressione-depressione del serbatoio d'inchiostro.

Fig. 10 - pennino e sezione smontati

La guarnizione è visibile anche nella fig. 11, dove potete vedere molto bene anche il pennino.

Fig. 11 - guarnizione snorkel

Smontaggio del sacchetto

Ora la penna è smontata nelle sue parti fondamentali. Nel caso volessimo sostituire il sacchetto, dobbiamo procedere ad un ulteriore smontaggio. Dobbiamo rimuovere la protezione metallica del sacco ("sac protector") dal particolare che contiene lo snorkel e sul quale è montato il sacchetto stesso. Per farvi capire cosa ci aspetta, ci avvarremo di alcune immagini virtuali. La fig. 12, ci mostra una sezione del particolare con la nomenclatura delle parti.

Fig. 12 - Sezione del gruppo sacco

In rosso è indicato il canale dell'inchiostro ("primary feed") che è inserito nello snorkel e che permette, la risalita dell'inchiostro aspirato, in giallo arancione è rappresentato il sacco ("sac"), il quale è intestato su una boccola in plastica nera ("section plug") che trattiene anteriormente il tubetto dello snorkel e che posteriormente offre il collare per il montaggio del sacco dell'inchiostro. Il sacco, a sua volta è contenuto nella protezione metallica ("sac protector"). Per riuscire a cambiare il sacco noi dovremo estrarre la boccola in plastica dalla protezione del sacco metallica.

Esistono due metodi per farlo, il primo sarà accennato per completezza di informazione, mentre il secondo è quello che è stato usato in questa procedura e che risulta meno "invasivo" per i particolari in oggetto. Prima di tutto però, indipendentemente dal metodo che sceglieremo, dovremo fare un'operazione che è comune ad entrambi e cioè, quella di liberare la boccola plastica da un eventuale aggraffaggio della protezione del sacco metallica.

Fig. 13 - operazione preliminare per liberare la boccola

La zona in cui operare è quella evidenziata dalle frecce delle fig. 13. Se il sacco non è mai stato sostituito, è probabile che il pezzo si presenti come in figura, mentre se è già stato sostituito, è probabile che nelle zone indicate (od anche nel resto della circonferenza del pezzo) siano state effettuate delle deformazioni del metallo per aggraffarlo sulla parte plastica.

A questo punto non ci rimane che scostare appena il metallo dalla plastica. Iniziamo con inserire la lama di un piccolo cacciavite a taglio o analogo (cutter, lamierino, etc.) lungo il perimetro di accoppiamento indicato dalle frecce rosse in fig. 13 in modo da permettere alla boccola di uscire dalla sede. Fate le operazioni con molta calma perché la zona non è agevole da trattare, ma soprattutto perché con cacciaviti molto piccoli e/o cutter è molto facile farsi male. Prendetevi tutto il tempo che vi serve e non abbiate fretta. Quando non ci sono più ostruzioni dovute al metallo deformato, possiamo passare a i due metodi per l'estrazione della boccola.

Primo metodo

Il metodo, forse più rapido e che probabilmente potrebbe (condizionale, non è detto) richiedere la sostituzione della parte in plastica che contiene il tubetto dello snorkel, è estremamente facile e sfrutta il principio del cavatappi. Si tratta di sfilare il tubetto dello snorkel cercando di non danneggiarlo/piegarlo come in fig. 14.

Fig. 14 - estrazione del tubetto Snorkel

Una volta sfilato il tubetto, si può usare una vite autofilettante da avvitare nella parte plastica come in fig. 15.

Fig. 15 - inserimento della vite nella sezione dello snorkel

Cercate di trovare un buon equilibrio tra quanto avvitare la vite e la tenuta restituita dall'accoppiamento. Questo vuol dire che se avvitate la vite quasi fino al fondo, sicuramente la stessa offrirà una buona tenuta allo strappo in fase di estrazione (vedi fig. 15), ma rovinerà tutta la sede del tubetto dello snorkel e probabilmente questo non terrà più quando dovrete reinserirlo. Per contro, se la avvitate troppo poco, quando farete lo sforzo in direzione della freccia (vedi fig. 15 e 16), tirando la testa della vite, per esempio, con una pinza rischierete che il filetto della vite possa strappare la plastica senza che la sezione che tiene il tubetto dello snorkel si muova. Ecco perché all'inizio Vi è stato detto che potrebbe essere poi necessario sostituire il particolare. Come in tutte le cose "la verità stà in mezzo!", e cioè avvitate un poco e provate ad estrarre, se vi accorgete che sta cedendo la plastica senza che il pezzo si muova, avvitate ancora per un giro e riprovate.

Fig. 16 - estrazione della sezione dello snorkel

Secondo metodo

Il secondo metodo è un poco più laborioso, ma tutela maggiormente l'integrità dei pezzi. Se fatto bene e con pochi accorgimenti, il vostro supporto plastico dello snorkel (e del sacchetto) non subirà danni. Partendo dal presupposto che dobbiamo cambiare il sacco, questo vuol dire che lo stesso è inutilizzabile (rotto o cristallizzato); e quindi che gli ulteriori danneggiamenti che ora andremo a fare non peggioreranno le cose. Inserite nel foro di areazione posteriore della protezione metallica del sacco un tubetto come in fig. 17.

Fig. 17 - Utilizzo del tubetto per l'estrazione

Per i motivi che abbiamo detto sopra, non preoccupatevi se dovete sfondare il sacco. In questo caso è stato usato un tubetto in ottone di diametro esterno pari a 3 mm, e diametro interno di 1,8 mm. Nella fig. 17 il tubetto è rappresentato in colore verde. Il fatto di usare un tubetto ci consente di poter spingere sulla parte plastica senza andare a danneggiare il canale per l'inchiostro (di colore rosso) presente all'interno del tubetto dello snorkel, in quanto la parte sporgente deve finire nella parte cava del tubetto verde. Attenizione! Se il tubetto centrale dello snorkel non finisce all'interno del tubetto, c'è il rischio che spingendo questi si possa rompere. E' l'unica operazione delicata. Fate le cose con molta calma e pazienza! Fatto questo, scaldate leggermente la sezione di accoppiamento tra il nottolino plastico che trattiene il tubetto dello snorkel e la parte metallica che la contiene. Spingete e la parte plastica uscirà come in fig. 18.

Fig. 18 - gruppo snorkel smontato

Nel caso non abbiate a disposizione un tubetto delle dimensioni di cui sopra, o nel caso la protezione metallica del sacco abbia un foro più piccolo e non riusciate a farlo entrare, potete usare in alternativa un tondino pieno. Vediamo come. Prendete un tondino di circa 2 mm di diametro ed inseritelo come descritto sopra (vedi fig. 19).

Fig. 19 - Utilizzo del tondino per l'estrazione

L'unica variazione rispetto a quanto descritto sopra (utilizzo del tubetto) è che dovremo cercare di utilizzarlo sulla spalla del nottolino plastico anziché in centro. Questo per evitare di danneggiare la parte plastica (canale per inchiostro) dello snorkel che fuoriesce al centro. Nella fig. 19 il canale per l'inchiostro è di colore nero e il tondino (inclinato) è di colore rosso. Come sopra, scaldate e spingete, cercando di spingere non solo in un punto ma spostandovi sulla spalla del nottolino plastico che tiene il tubicino dello snorkel.

Sostituzione del sacchetto

Prima di procedere alla sostituzione del sacchetto, occorre accertarsi che il tubo di protezione (metallico) sia libero da ogni residuo del vecchio sacco. La presenza di residui all'interno del tubo ostacolerebbe l'inserimento del nuovo sacco. La pulizia si può fare semplicemente con l'utilizzo di uno scovolino metallico con il quale "grattare" (azione meccanica) gli eventuali depositi interni del vecchio sacco. Questo in linea di principio, poi ognuno potrà ingegnarsi nel metodo che ritiene migliore per ottenere lo stesso risultato. Un metodo pratico ed abbastanza comodo per rimuovere i residui del vecchio sacco è quello di ripassare una punta dal diametro di 6 mm a mano, come se fosse un alesatore.

Se invece avete del tempo e volete fare un lavoro più pulito, vi consigliamo di mantenere il tubo di protezione metallico in alcool (quello alimentare per la produzione dei liquori casalinghi andrà benissimo) per una notte. L'alcool con il tubo andrà mantenuto lontano da fiamme libere in un piccolo barattolo di spezie o di marmellata col suo tappo. Dopo una notte o più, il sacchetto pietrificato si sarà ammorbidito e sarà più facile estrarlo del tutto senza troppa fatica.

Una prova empirica che ci permette di valutarne l'efficacia è quella di prendere il nuovo sacco e provare ad infilarlo. Se, senza nessun ausilio (tipo bastoncino che spinge o simili), il sacco arriva fino al fondo, la sede è pulita. Se invece oppone resistenza e si piega, vuol dire che il vostro lavoro di pulizia non è ancora sufficiente, per cui ricontrollate. Come sempre la pazienza sarà il vostro migliore alleato.

Per quanto riguarda lo snorkel, proprio per le ridotte dimensioni del sacchetto, occorre sfruttare tutto il possibile, ovvero, il sacchetto deve toccare il fondo della protezione. Come fare a prendere la dimensione in modo (empirico) corretto?

Fig. 20 - Lunghezza utile del sacco

Come si può vedere nella fig. 20, dobbiamo considerare la lunghezza tra la battuta sulla boccola in plastica dove dovrà essere imboccato il nuovo sacco (linea rossa) e la parete posteriore della protezione metallica (linea verde). Possiamo fare una misura empirica e tagliare il sacco leggermente più lungo. Tendenzialmente, ogni volta che dobbiamo tagliare un sacco, nel dubbio, tagliamolo leggermente più lungo. Questo perché non sarà un problema accorciarlo un poco in seconda battuta, mentre è assolutamente impossibile allungarlo. Fatto il taglio, possiamo provare ad imboccarlo sulla boccola ed a inserirlo nella protezione spingendolo fino a toccarne il fondo (questo è visibile guardando il foro posteriore di areazione). Con un calibro possiamo misurare di quanto deve ancora entrare la boccola per andare in battuta contro la protezione metallica, ed a questo punto possiamo eventualmente ritoccare la lunghezza del sacco della stessa misura. Avremo così, con buona approssimazione, tagliato il sacco alla massima lunghezza sfruttabile.

Una volta che la sede della protezione metallica sarà pronta ad accogliere senza intoppi il nuovo sacco e che il sacco sarà tagliato della giusta lunghezza, possiamo montarlo sul nottolino plastico ricordandoci di cementarne il colletto con il sigillante (gommalacca/shellac) come in fig. 21.

Fig. 21 - Nuovo sacco montato

Nella stessa figura si può vedere come il sacco sia stato passato abbondantemente nel talco. Il talco, nell'industria della gomma, e considerato un lubrificante naturale, e quindi adatto al nostro scopo di lubrificare il sacchetto per facilitarne l'inserzione nel tubetto metallico di protezione. Prima di inserirlo definitivamente dentro alla sua sede potremmo mettere un poco di sigillante sui fianchi della boccola plastica (vedi fig. 22 - indicazione sigillante - colore rosso), per garantire che l'aria non si disperda attraverso questo accoppiamento. Non è strettamente necessario, ma aiuta. Dopodiché potremo inserire tutto il gruppo all'interno del tubetto di protezione metallico facendo attenzione a far combaciare i 4 settori presenti sulla plastica con i 4 settori presenti sulla parte metallica come da fig. 21 (frecce di colore blu).

Fig. 22 - sigillatura e inserimento del sacco

Se nella fase di smontaggio della parte metallica, (fig. 13 - zone da allentare) avete leggermente deformato il metallo verso l'esterno, ora potete provvedere con una pinza e molto delicatamente, a schiacciare i bordi per ripristinare il profilo. Fatto questo, il vostro gruppo con il nuovo sacchetto è pronto per essere rimontato.

Rimontaggio della penna

Il rimontaggio della penna non presenta particolari problemi una volta che l'avete smontata. Tenete presente un paio di cose: la prima è che la sezione presenta 4 settori, esattamente come il gruppo del sacco, e che dovrete alloggiare quest'ultimo centrando i 4 settori (vedi fig. 23).

Fig. 23 - dettaglio della sezione

La seconda è che dovrete far combaciare il taglio a fetta di salame del tubicino dello snorkel, con la stessa sagoma presente sull'alimentatore del pennino (vedi fig. 24). In alcuni modelli con pennino standard (non conico), lo snorkel non è a fetta di salame ma tagliato perpendicolarmente. In questo caso ponete attenzione a re-inserirlo correttamente. All'estremità del tubicino c'è un taglietto che deve essere rivolto verso l'alto, ovvero deve stare sotto al pennino (fig. 24 bis) in modo che l'inchiostro possa raggiungere il pennino stesso. Il motivo lo capirete osservando attentamente la parte terminale interna dello snorkel.

Fig. 24 - dettaglio dello snorkel estratto
Fig. 24 bis - dettaglio dello snorkel pennino non conico

Qualora questo non fosse allineato come in fig. 24, estraete il gruppo del sacco e ruotatelo di quante tacche servono per riportarlo in allineamento (le tacche sono indicate dalle frecce rosse nella fig. 23).

Nei montaggi, ricordatevi sempre di dare un velo di grasso al silicone o vaselina alle parti in scorrimento: il tubicino dello snorkel ed il tubetto del gruppo di ricarica. Prima di rimontare la molla, possiamo approfittarne per ripulirla e lubrificarla. La molla è realizzata in acciaio al carbonio e quindi soggetta all'ossidazione. Se la penna è stata lavata, la molla sicuramente si è bagnata e potrebbe presentarsi come in fig. 25. In questo caso potete versare sopra alla stessa un poco d'olio (vedi fig. 26). Se non avete un olio per meccanismi (quello nei barattolini con il beccuccio), potete anche usare dell'olio da cucina (faremo di necessità virtù). Pulite delicatamente la molla con un tovagliolino imbevuto d'olio esternamente ed internamente (vedi fig. 27). Quando la molla è pulita ed oliata come in fig. 28, possiamo rimontarla. Se invece ve la sentite di intraprendere una procedura più complessa, date un'occhiata al processo di bronzatura Snorkel e TouchDown.

Quindi rimettete la molla sopra alla protezione del sacco e rimontate tutto il gruppo di ricarica (tubetto nel corpo, vite nel tubetto e manopola posteriore). A questo punto, prima di sigillare definitivamente l'accoppiamento tra sezione e fusto con il serbatoio, sarebbe buona norma provare che il sistema funzioni onde evitare di dover riscaldare la zona per rismontare il tutto. Solitamente per questi accoppiamenti provvisori, si possono usare dei riempitivi. Uno di questi "sigillanti" facile da reperire in qualunque negozio per bricolage o ferramenta è il nastro di teflon da idraulica. Ha il vantaggio di essere autolubrificante, di essere di spessore molto ridotto e di essere facilmente removibile.

Quindi, prendete la parte filettata della sezione, dategli un giro di nastro di teflon (seguendo il senso del filetto) come in fig. 29 ed avvitate il tutto. Il fatto di usare il nastro di teflon, presuppone che Voi abbiate una certa attenzione/sensibilità in quello che state facendo. Se avvitando sentite che la coppia di serraggio che state facendo con le mani (lo sforzo) aumenta troppo, fermatevi e togliete un giro di nastro. Questo per evitare di rompere il corpo della penna nella zona della filettatura. In questo tipo di operazioni, conviene sempre procedere per approssimazioni successive senza mai stressare troppo i componenti.

Fig. 29 - dettaglio della zona da nastrare con teflon

Ora potete provare la vostra penna. Se il lavoro è stato fatto bene e se gli o-ring di guarnizione lavorano non dovreste avere problemi a caricare l'inchiostro. Tenete presente che, come detto all'inizio, il caricamento snorkel non ha una grande capacità di carica (dovuta alla dimensione del sacco che utilizza), però, quando scaricate il serbatoio dovrebbe farvi un piccolo getto e non gocciolare. Se il risultato è soddisfacente, potete eventualmente rimuovere il nastro di teflon e sigillare con normale gommalacca.