Marchi minori

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Si sono raccolti in questa pagina le denominazioni di una serie di marchi minori di cui si hanno (o si sono raccolte) pochissime informazioni, sostanzialmente il nome e la nazionalità e poco altro. La pagina costituisce in sostanza un punto di raccolta per i riferimenti a detti marchi, e un taccuino dove annotare i dati ad essi relativi. Le informazioni sono pertanto estremamente ridotte e frammentarie.

A. Morton & Co.

La A. Morton & Co. venne fondata nel 1848 a New York, ed è stata uno dei principali produttori di pennini d'oro degli Stati Uniti. Si tenga presente che questa azienda non ha niente a che fare con il marchio Morton, che si trova su alcune stilografiche di seconda fascia, in genere molto più recenti, la cui produzione è invece chiaramente riconducibile alla Morrison.

L'azienda produceva pennini per altri produttori di stilografiche, e cannucce e custodie. Fra il 1913 ed il 1915 l'ultimo proprietario, Victorine C. Morton (che aveva ereditato l'azienda dal marito James Morton) cedette il marchio e i macchinari e tutte le competenze interne dell'azienda alla Kaweco. Nel 1920 l'azienda chiuse definitivamente i battenti.

Riferimenti: [1], [2]

A.B.T.

Questa sigla fa riferimento alla Ditta Achille Busi - Torino, e compare con questo acronimo su diversi pennini, molto spesso su penne anonime o come probabili sostituti degli originali. E' pertanto possibile che si tratti di un produttore di pennini, più che di penne, anche se Letizia Jacopini nella "Storia della Stilografica in Italia" riporta l'azienda come dedita anche alla commercializzazione di stilografiche scolastiche negli anni '50 e comunque sono stati ritrovati alcuni esemplari di buona fattura.

Dell'azienda sono noti vari marchi registrati, i primi, tutti del 1940,[1] attengono tutti a pennini per stilografiche: Invitto (Reg. Gen. N. 62190), Warranted Cromoro, (Reg. Gen. N. 62191), Iridium (Reg. Gen. N. 62193) fanno riferimento all'indirizzo Via Sant'Antonino 6, mentre nel 1946 è stato depositato il marchio A.B.T. (Reg. Gen. N. 76831) stavolta per "penne stilografiche, pennini e matite automatiche". L'azienda risulta poi presente nell'annuario generale dell'industria del 1956, ma registrata a nome Masucco rag. Giovanni, all'indirizzo di Corso Francia 106, e come fondata nel 1950.[2]

Riferimenti: [3]

Materiale disponibile:

Aeistylpen

Azienda o marchio probabilmente italiani, di origini incerte, ma come testimoniato dalle pubblicità reperite, sicuramente attivo fin dal 1914. Probabilmente si tratta di un marchio utilizzato per la produzione di rivestimenti da parte della Premiata Casa Argenterie Gaetano Boccali di Milano citata nella suddetta pubblicità.

Materiale disponibile:

Alba

La Alba è una azienda torinese le cui origini sono piuttosto incerte, ma che pare essere nata dalla fuoriuscita di alcuni dipendenti della Aurora che si erano messi in proprio nella produzione di penne. Le similitudini sono molte, a partire dal nome dell'azienda, che anch'essa si rifà al sorgere del sole, ad un logo ovalizzato con la scritta Alba Torino. La ditta pare essere rimasta in attività fra gli anni '40 e gli anni '50.

Riferimenti: [4]

Materiale disponibile:

Angloamer

Questo marchio risulta ascrivibile alle attività della Lang almeno dal 1902, come comprovato da vari annunci pubblicitari presenti sullo Strand Magazine che riportano o l'indirizzo di questa come sede, o anche esplicitamente la menzione della "The Lang Company". Ma come riportato in questo articolo esiste una azienda tedesca, la "Anglo-Americanische-Füllfeder-Gesellschaft", fondata nel 1903 a Monaco, che commercializzava penne con questo marchio (identico nel logo a quello reperito nelle pubblicità inglesi) e che è rimasta attiva in Germania (almeno fino al 1908, come risulta da questa pubblicità).

Non è chiara quale sia l'origine della Angloamer tedesca, se si tratti di due marchi diversi, o di una produzione o commercializzazione in Germania per conto della Lang, anche se quest'ultima, per la congruenza dei loghi, è l'ipotesi di gran lunga più probabile. Nel 1908, come risulta da questo catalogo, le penne erano sicuramente commercializzate anche in Italia.

Si noti anche che in un periodo successivo la Fratelli Cavaliere risultava (come mostrato in questa busta del 1928) essere agente per la "THE ANGLO AMER fountain pen", ed è nota anche una produzione della stessa marcata Anglo-Amer (col trattino). Di nuovo non è chiaro se si tratti della stessa ditta o se esista una relazione fra questa produzione ed il marchio Angloamer.

Riferimenti: [5]

Materiale disponibile:

Argument

Azienda tedesca, sede a Berlino. Indirizzi noti: Kürassierstrasse 3 e Lichterfelde-West, Kadettenweg 2. Denominazione completa Argument-Füllhalterfabrik, Georg Karasch, Berlin. L'azienda venne fondata intorno agli anni '20 e rimase sul mercato fino agli anni '60. Modelli noti: Argument 33 (safety). Nel 1932, secondo quanto riportato in questa pubblicità editoriale, introdusse il modello Argument Kristallo con serbatoio trasparente.

Materiale disponibile:

Aristokrat

I dettagli relativi a questo marchio sono molto incerti, e probabilmente è stato usato da aziende diverse. Viene usato, con un logo rappresentante una alabarda, su penne la cui produzione è correlabile, per la realizzazione e le stampigliature dalla numerazione, alla "Simplo Filler" (futura Montblanc).

Il nome corrisponderebbe, ma non esistono fonti al riguardo, ad una azienda tedesca con sede a Furth (viene citata una famiglia Lennert). In questo caso il logo stampigliato sui pennini è una sorta di testa di rapace stilizzata. Esiste però anche una produzione del dopoguerra, che prosegue fino agli anni '60, in cui viene usato come logo una croce simile a quella dei templari (o alla croce di Malta), e marcata come "Räuchle & Co.", azienda fondata nel 1922, e proprietaria del marchio Diplomat che in alcuni modelli presenta una sostanziale identità con le Aristokrat con la croce di Malta.

In generale si può solo dire che su questo marchio si hanno a disposizione pochissimi dati e non si possono trarre conclusioni certe, l'unico tratto generale è che la produzione di penne con questo marchio si distingue comunque per un ottimo livello qualitativo. Nel caso della produzione caratterizzata dal logo a croce di Malta si può ipotizzare con ragionevole certezza la parentela con marchio Diplomat, non è chiara però la relazione con la produzione precedente, e se esista davvero una seconda produzione indipendente.

Riferimenti: [6], [7], [8], [9], [10], [11].

Materiale disponibile:

Atena

Il marchio Atena si trova su alcune penne di fascia economica per le quali l'unico riferimento documentale è la presenza su una pagina di catalogo della Aurora del 1940 pubblicato sul libro di Letizia Jacopini, per cui viene in genere considerata una sottomarca della Aurora. Le penne pur essendo economiche sono di buona fattura, ed hanno, almeno in alcuni modelli, una clip che è praticamente identica a quella che si trova su alcuni modelli della serie S. della Summit, cosa che apre a tutte le possibili speculazioni riguardo la loro origine.

Materiale disponibile:

Atlantica

Secondo Letizia Jacopini il marchio sarebbe stato usato dalla ditta "Fabbrica Italiana di Penne Stilografiche - La Italianissima di Giuseppe Olivieri". Il marchio però risulta depositato nel 1931 (Reg. Gen. N. 43857) da tale Giacomo Capella, sempre di Milano, data che assumeremo, in mancanza di indicazioni più dettagliate, come inizio della marca. Le origini dell'azienda sono perciò alquanto incerte, e la identificazione con il marchio Italianissima tutt'altro che scontata.

La produzione vede delle rientranti laminate marchiate Atlantica di buona fattura, con versioni in ebanite di produzione attribuita alla Montegrappa. La produzione degli anni '30 e '40 è caratterizzata dall'uso di celluloide dai colori vivaci con il marchio stampigliato sul corpo. La produzione iniziale degli anni '30 pare prediligere il caricamento a pulsante di fondo mentre quella degli anni '40 quello a levetta.

Materiale disponibile:

Auletto

Questo marchio fa riferimento alla produzione dell'omonimo negozio di Piazza Castello a Torino, che distribuiva anche stilografiche marchiate FACSEN come acronimo di Francesco Auletto Commercio Stilografiche Estere e Nazionali. Letizia Jacopini indica la produzione intorno agli anni '30, ed il nominativo appare anche sulla guida Paravia di Torino del 1940, 1948 e 1952 (vedi rispettivamente qui, qui, qui e qui).

Materiale disponibile:

Aurea

Marchio italiano, su cui si hanno pochissime notizie storiche. Nota per la produzione di rientranti laminate in oro a 18 carati (marcatura 18 K.R.) di ottima fattura e di penne in celluloide di fascia bassa. La produzione viene spesso ricondotta ai Fratelli Cavaliere, ma in questa guida il marchio viene riportato insieme ad Eridano alla Stilus.

Materiale disponibile:

Ausonia

Le origini del marchio sono incerte, nell'"Annuario Industriale della provincia di Milano" del 1939 (a pagina 870) risulta una manifattura Ausonia, riportata come fondata nel 1912 da Egisto Amorosi e Maurizio Pateracchi, ma indicata soltanto come produttore di materiale di cancelleria (prevalentemente cartaceo, e non stilografiche cosa che rende l'attribuzione assai incerta), mentre secondo Letizia Jacopini si tratterebbe di un marchio prodotto dalla ditta dei fratelli Dalia a Milano dall'inizio degli anni '30 fino ai primi anni '40.

Il marchio però risulta richiesto specificamente per tutti i prodotti della classe 42 e in particolare penne stilografiche e pennini nel 1944 (Reg. Gen. N. 90836) e registrato nel 1945 da tale Carlo Giorgetti (che in mancanza di indicazioni migliori indicheremo come fondatore). Non è chiara pertanto l'origine della ditta o della produzione, e fino a quando il marchio sia stato usato; anche la produzione è piuttosto varia e non facilmente riconducibile ad un produttore noto.

Materiale disponibile:

Big Ben

Marchio danese, usato dalla Benzon Trading Company fondata nel 1922 da Niels Benzon, con sede a Copenhagen. L'azienda nasce come distributore della Wahl Eversharp in Danimarca, intorno agli anni '30 (una data esatta non è nota) iniziò a produrre penne proprie con questo marchio. E' nota, da quanto riportato nel primo dei riferimenti, una connessione diretta con la Luxor (che viene indicata come il produttore almeno di una parte di queste penne) dato che su una penna dell'azienda è stato rinvenuto un riferimento al brevetto inglese nº GB-451168, che è assegnato appunto alla Luxor.

Riferimenti esterni: [12], [13], [14], [15]

Materiale disponibile:

Boralevi

La Società anonima Boralevi Milano era una società di vendita per corrispondenza con sede a Milano, Via Pisacane 19, fondata nel 1921 (come riportato nella quarta pagina di questo catalogo). Le informazioni sulla storia dell'azienda non sono molte, ma dai cataloghi reperiti risulta una produzione a marchio proprio di diversi prodotti, fra cui penne stilografiche, sia marcate direttamente Boralevi, che Ferbor, o modelli specifici come Fox 1368.

Per la presenza di una immagine per le istruzioni del sistema di caricamento (in questa pagina di un catalogo del 1931) identica a quella usata dalla Helios Silga (questa) è possibile ipotizzare un qualche legame con quest'ultima.

Materiale disponibile:

Brause

Azienda tedesca, sede a Iserlohn. Fondata da Carl Bergfeld e dai fratelli Friedrich, Wilhelm e Carl Brause nel 1850 a Iserlohn come produttore di pennini. Denominazioni: Brause & Cie., Brause & Co., Brause & Co. Iserlohn, Brause & Co. Schreibfederfabrik. L'azienda è ancora oggi sul mercato per la produzione di pennini e materiale per calligrafia.

L'azienda ebbe un discreto successo nella produzione di stilografiche, iniziata con la ricostruzione effettuata dopo la seconda guerra mondiale, negli anni '50, in particolare per penne destinate al mercato scolastico. Le sue penne erano caratterizzate da una fascia blu posta sopra la veretta sul cappuccio. La produzione di stilografiche venne interrotta nel 1970.

Modelli noti: Brause Cito 3030, Brause Schüller 3050. Uso del marchio Cito per i pennini, logo di un galletto in un cerchio.

Riferimenti: [16]

Materiale disponibile:

Burnham

Produttore minore inglese, fondato da Harry Burnham all'incirca nel 1920, ed attivo all'incirca fino al 1965/6, denominato Burnham Pens con sede in Gloucester Road, London, SE25.

Da finire.

Riferimenti: [17], [18], [19] [20]

Materiale disponibile:


Byers & Hayes

Azienda americana, sede a New York, 68 Barclay St. Produzione all'incirca dal 1916 al 1933. Producevano o rimarchiavano penne di seconda fascia ma di buona qualità. In genere le penne commercializzate a loro recano l'iscrizione B & H ed il logo dell'azienda che riporta le stesse lettere mescolate.

Riferimenti: [21], [22], [23]

Materiale disponibile:

Böhler

L'azienda venne fondata nel 1935 o nel 1938 (versioni discordanti, assumeremo la seconda data), da Hermann Böhler, uno dei due fondatori della Osmia che lasciò l'azienda dopo che nel 1935 iniziò l'acquisizione della stessa da parte della Faber-Castell, portata a termine nel 1951.

Riferimenti: [24]

Materiale disponibile:


CISEA

Azienda italiana. Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda, il cui nome, secondo quanto riportato da Letizia Jacopini nel suo libro ("La storia della stilografica in Italia") starebbe per "Consorzio Italiano Stilografiche e Affini", un raggruppamento di aziende (presumibilmente del distretto di Settimo Torinese) attivo fra la fine degli anni '30 e la prima metà degli anni '40. In realtà il marchio risulta registrato a Torino nel 1944 (Reg. Gen. N. 90707) come "Casa Italiana Stilografiche e Affini di Carlo Caramello". Questi aveva in precedenza (1939) registrato anche i marchi Amica (Reg. Gen. N. 61381) e Ariana (Reg. Gen. N. 61382). Non è chiaro se si tratta di un caso di omonimia, ma la cosa non sembra probabile.

Vengono segnalate affinità fra le celluloidi usate per le penne marchiate CISEA ed alcuni modelli Olo ed ASCO, cosa che ha fatto nascere l'ipotesi di un qualche collegamento con la Aurora, se non altro per la produzione di fascia bassa, ipotesi sostenuta anche dalla presenza di penne marcate Amica Cisea, con un marchio, Amica, che si ritiene sia stato usato dalla Aurora per la produzione di penne pubblicitarie vista l'identità delle finiture e dei dettagli in metallo ritrovati su queste penne con quelle della Olo.

Riferimenti: [25]

Materiale disponibile:


Chas H Ingersoll

L'azienda venne fondata come Ingersoll Dollar Pen Company nel febbraio del 1922[3] da Charles H. Ingersoll dopo il fallimento, avvenuto l'anno precedente, della Ingersoll Watch Company, ma è più nota con il nome Chas H Ingersoll che si trova stampigliato sulle penne.

Da finire.

Riferimenti: [26], [27], [28], [29]

Columbus-Werke

L'azienda, denominata Columbus-Werke in buona parte del materiale pubblicitario più antico reperito, venne fondata nel 1901[4] ed era attiva nella produzione di penne stilografiche almeno dal 1908 (compare in questa pubblicità di quell'anno) con sede a Fürth-Bayern, Holzstraße 9.

Secondo quanto riportato in questo articolo del 1909 si trattava di una fabbrica di oggetti in ebanite lanciatosi anche sul mercato delle penne stilografiche. Le attività dell'azienda sono collegate a quelle della Rakete ed al marchio Salamander.

Modelli noti: Columbus Nr. 854, Columbus Nr. 866, Columbus Nr. 50.

Riferimenti: [30]

Materiale disponibile:

Compaktor

I dettagli relativi a questo marchio sono molto incerti, ma lo si può attribuire, come emerge da un brevetto (nº DE-1092808) ad esso assegnata, alla Paul Buschle Compactor Fullerhalterfabrik. L'azienda sembra ricondursi alle attività di Paul Buschle che detiene diversi brevetti, fra cui quello relativo ad un particolare sistema di caricamento a sfiatatoio di funzionamento analogo al Vacumatic (nº DE-678716) ma molto più robusto, non necessitando di membrane in gomma, che probabilmente è stato quello che ha dato l'avvio alla produzione di penne.

Sulla ditta si hanno poche informazioni, anche se pare essere tutt'ora attiva dal Brasile. Modelli noti prodotti dall'azienda, ricavati dai nomi stampigliati sulle penne, sono Tuffi, Compaktor 501, Compaktor 385, ...

Riferimenti: [31], [32]

Materiale disponibile:

Contessa

Il marchio risulta associato alle attività di Augusto De Bernardi e del suo negozio La Stilografica di Genova, come risulta da alcune pubblicità pubblicate sul libro La Storia della stilografica in Italia[5] e dalla registrazione dello stesso (Reg. Gen. N. 64591) a nome del De Bernardi stessa, avvenuta però solo nel 1941.[6] Nel riferimento citato si fa risalire l'inizio delle attività dell'azienda al 1930 circa, ma non esistono riferimenti documentali, ed i modelli stile Duofold compaiono anche in questa pubblicità del 1942.

Altre denominazioni utilizzate dall'azienda erano "Contessa Superpenna" e "Contessa Perla", mentre per gli stilofori venne usato il marchio "Stilger". La produzione iniziale viene ricondotta alla Omas, essendo stati utilizzati dei modelli Minerva rimarchiati in stile Duofold Streamline, ed in seguito altri derivati la Minerva 50. Alla fine degli anni '30 la produzione sembra essere stata affidata (dalle similarità dei modelli) alla Montegrappa, ed in seguito anche alla Pen-Co. Di nessuna di queste relazioni esiste una conferma documentale.

Riferimenti: [33]

Materiale disponibile:

Conté

Azienda francese, nata nel 1795 ad opera di Nicolas-Jacques Conté che in risposta alla scarsità di grafite dovuta alle guerre contro l'Inghilterra che ne bloccavano l'importazione, ideò e brevettò una nuova modalità di costruzione delle matite mescolando grafite e creta. Con il fratello creò la Société Conté per la produzione di matite e gli omonimi pastelli per artisti (altra invenzione dello stesso Nicolas). L'azienda (assorbita dalla Bic) è tutt'oggi nota per la produzione di questi due prodotti. E' nota una produzione di stilografiche dagli anni '20 almeno fino il dopoguerra.

Materiale disponibile:


Corona Co.

Azienda inglese, da non confondersi con le altre marche con nome Corona. Sede a Manchester, con nome Corona Co., fondata durante la prima guerra mondiale, e presente ad una esposizione nel 1918.

Riferimenti: [34], [35]

Corona di Mario Diaz

Una Corona anni '30/'40.

La Corona di Mario Diaz era una azienda italiana con sede a Milano attiva dalla seconda metà degli anni trenta. Purtroppo non è nota una data precisa per la fondazione dell'azienda, che non va confusa con le omonime "Corona" americana ed inglese. L'azienda era attiva (almeno da alcuni marchi registrati) anche nel campo delle addizionatrici meccaniche, ma l'unico marchio registrato attinente alle penne è CIP (Reg. Gen. N. 116011).

Un ordine per la ditta Corona di Mario Diaz.

Non è chiaro se ci sia una qualche relazione con il marchio Corona (Reg. Gen. N. 90853) registrato da Luigi Vigorelli nel 1945. La produzione, come testimoniato dall'ordine del 1952 riportato in figura a lato proseguì anche nel dopoguerra, ma di nuovo non è noto fin quando si è protratta la attività.

L'azienda produceva penne in celluloide di discreta fattura, caratterizzate da un pennino in oro marcato Corona e dalla stampigliatura del marchio anche sul corpo, fra due cerchi, in caratteri ottocenteschi. E' abbastanza interessante, almeno nel caso dell'esemplare in figura, la decorazione con anellini a fianco della iscrizione stessa.

Riferimenti: [36]

Materiale disponibile:

Dictator

L'azienda venne fondata come Dictator Fountain Pen Co. a Manhattan in data 1920-11-03 da J. Hendricks, W. Burress e E. A. Paulton,[7] ma nel 1921 venne acquisita da Arthur Winter. Dell'azienda si ben poco oltre quanto visibile dai brevetti rinvenuti.

Da finire

Riferimenti: [37], [38]

Materiale disponibile:

Erlebach

Azienda tedesca, sede a Francoforte, produttore di stilografiche a marchio Quail, modelli noti: Quail Domino, Quail Patriot, Quail Middle Joint, Quail Ideal,

Riferimenti:

Materiale disponibile:

Ero

Le informazioni su questa azienda sono molto poche, e non è nota quale sia la sua data di fondazione, per la quale si può solo indicare il limite superiore del 1954, in quanto nella stessa scatola in cui è stato ritrovato questo foglietto di istruzioni erano presenti anche due talloncini del monopolio del Libero Territorio di Trieste, istituito dal 1947 al 1954.

L'azienda nasce dalle attività di Ernst Rodenhäuser che aveva una piccola a fabbrica Ober-Ramstadt e che nel 1956 acquistò, al fallimento della Reform di Nieder-Ramstadt, gli impianti produttivi e gli stabili di quest'ultima. Sono note produzioni sostanzialmente identiche anche a marchio Rodur, marchio che, come Ero, sembra derivare del nome del fondatore, e che non è chiaro se fosse precedente o contemporaneo. Dato che i foglietti di istruzione sono identici, e che sulla confezione di una Ero a pistone è impressa la scritta "Rodursal" non esistono dubbi sul fatto che si tratti della stessa azienda.

Riferimenti: [39], [40]

Materiale disponibile:


Europa

Marchio italiano, su cui si hanno pochissime notizie storiche. Nota per la produzione di rientranti laminate in oro a 18 carati (marcatura 18 K.R.) di ottima fattura, con bellissime decorazioni a sbalzo o in filigree. Il marchio Europa è riportato sia sulla penna che sul pennino. Non è noto una data certa di inizio della produzione, assumeremo arbitrariamente il 1930 ad uso della cronologia.

Non è chiaro se il marchio fosse legato ad una azienda autonoma o ad una produzione effettuata da parte di altri. Le poche fonti documentali disponibili originano dai cataloghi Cesare Marinai, in cui questo marchio compare insieme ad altri riconducibili alla produzione dei Fratelli Cavaliere. La produzione venduta da Marinai riporta esplicitamente il punzone CM. La produzione si è estesa anche al dopoguerra, con esemplari a pennino carenato con rivestimento in metallo laminato (come in questo esempio).

Materiale disponibile:

Everest

L'azienda, il cui nome completo è Ditta Stilo-Everest, aveva sede a Torino in Via Martiri Fascisti (come risulta da alcuni cataloghi) anche se in una pubblicità del 1943 viene riportata Via Card. Maurizio 14, ed in una pubblicità del 1947 viene riportata Via Superga 25. Non è nota una data di fondazione, ed il marchio è registrato (Reg. Gen. N. 80254) solo nel dopoguerra (1947).

All'indirizzo di Via Card. Maurizio 14 nella guida Paravia di Torino del 1948 sezione stilografiche risulta la "F.A.V. Fabbricazione Accessori Vari", ma non è chiaro (visto la comparsa di altro indirizzo della Stilo Everest in una pubblicità precedente) se vi sia ancora relazione con la stessa.

Non è noto se si tratti di un produttore diretto o solo di un rivenditore, ma nei modelli mostrati in detti cataloghi sembra evidenziarsi una notevole similitudine con le produzioni di aziende come la Montegrappa e la SAFIS, ed inoltre viene riportata anche una produzione su commissione da parte della Giacomazzi.

Da finire.

Materiale disponibile:

Evergood

Azienda francese, sede a Parigi. Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda. Partecipante al consorzio per la produzione della Visor Pen.

For Ever

Il marchio For Ever appartiene all'azienda bolognese "Ditta Ivo Germano", a nome della quale è stato registrato nel 1954 (Reg. Gen. N. 115909). La produzione però risulta presente sul mercato, con penne marchiate "FOR EVER" e "FOUNTAIN-PEN" (disposte su due righe) almeno dagli anni '20, con la produzione di rientranti e laminate. L'attività di Ivo Germano viene ricondotta, secondo quanto riportato da Letizia Jacopini, al negozio "La Stilografica" di via degli Orefici, da lui fondato e poi portato avanti dal figlio Gianstefano Germano.

Le stilografiche For Ever sono considerate, secondo l'analisi di Emilio Dolcini nel suo libro sulla Omas, per lo più una produzione su commissione da parte della Omas anche se Letizia Jacopini fa notare la possibilità, specie per rientranti e laminate il cui stile e lavorazione non corrisponde a quello di Omas, a produzioni anche da parte di altri. Sono inoltre presenti sul mercato penne Omas e Minerva rimarchiate Germano, ed anche, meno comuni, Ivo o La Stilografica Bologna che confermano senza possibilità di smentita la presenza di una produzione Omas a favore di Germano.

Il legame con la Omas viene infine ulteriormente confermato dalla registrazione nel 1941, ben due anni prima della analoga registrazione effettuata da Armando Simoni, del marchio Permanio (Reg. Gen. N. 64310), proprio per "una lega metallica particolarmente adatta alla costruzione di pennini per stilografiche". Non è chiaro se il marchio sia stato ceduto, anche se questa sembra l'ipotesi più probabile vista la relazione fra le aziende.

Riferimenti: "La storia della Stilografica in Italia" di Letizia Jacopini

Materiale disponibile:

Ford Patent Pen

L'azienda era un produttore noto per la sua carta assorbente,[8] ma nel mondo delle stilografiche è nota per aver commercializzato, a partire dal 1931, un unico modello (un po' come avvenuto in Italia per la Zerollo e la Itala, anche se in questo caso c'era una ditta preesistente) una penna ideata da George Steward Vivien, che aveva lavorato per la Valentine prodotta, (forse dalla Valentine stessa, o dalla Wyvern, ma non c'è sicurezza e viene ipotizzata anche la Onoto) sulla base di una serie di brevetti (nº GB-337794, nº GB-337835, nº GB-359230, nº GB-375457, nº GB-375458).

La Ford Patent Pen è caratterizzata dal particolarissimo sistema di caricamento di cui è dotata, che la rende, anche per le dimensioni molto generose, una delle penne a caricamento automatico più capienti mai realizzate. Data la particolarità della penna ed il complesso sistema di caricamento, questo modello è molto ricercato in ambito collezionistico.

Riferimenti: [41], [42], [43], [44], [45]

Materiale disponibile:

Giacomazzi

La storia dell'azienda inizia nel 1921 a Settimo Torinese, quando i fratelli Pietro e Girolamo Giacomazzi, che avevano lavorato per la Pagliero, si misero in proprio per fondare una ditta insieme a Felice Favetta.[9] Le attività iniziali erano relative alla lavorazione al tornio di materiali come avorio, galalite ed osso. L'attenzione alla produzione di stilografiche pare derivi dal figlio di Pietro, Dino, che allo scioglimento della società con Felice Favetta concentrò su questo le attività dell'azienda.

La Giacomazzi lavorò principalmente nella produzione per conto terzi, e non si trovano penne marchiate a suo nome almeno fino a tutti gli anni '50. L'unico marchio sicuramente proprio, di cui esiste una registrazione nel 1944 da parte di Dino Giacomazzi, è la Olimpica (Reg. Gen. N. 90736), altri marchi con produzione di qualità attribuiti alla Giacomazzi sono Punto Rosso (che però era un marchio di proprietà di Ubaldo Massari della Mastilo), Sirium e Sirium Extra.[10]

Ma secondo quanto ricordato da Pier Luigi Giacomazzi, altre produzioni su commissione sono state eseguite dall'azienda per la Everest, la Aster, la Silpa, la Omer, la Morans e la Aviostil.

Materiale disponibile:

Gold Medal

Il marchio Gold Medal è quello per cui è più nota la produzione della National Pen Product Company, l'azienda venne costituita nel 1922 come società per azioni con presidente E. P. Marum,[11] ma viene riportata come collegata (per l'assemblaggio di parti e forse successivamente acquisita) dalla C. E. Barret & Company. Il marchio Gold Medal venne registrato nel 1925, ma l'azienda pare aver prodotto su commissione penne commercializzate con altri marchi, anche di aziende diverse

Da finire

Riferimenti: [46], [47], [48]

Materiale disponibile:

Goldstar

Il marchio Goldstar venne usato nella produzione di stilografiche da parte della Società Anonima Fiani & Ciampi, con sede a Firenze in via dei Bardi 42,[12] la cui attività viene posta all'inizio degli anni '30. La ditta viene riportata in un annuario del 1930, anche se nella relativa voce non viene citato niente riguardo la produzione di stilografiche. La registrazione del marchio (Reg. Gen. N. 48417) è successiva e risale all'ottobre del 1933, quando questo venne depositato insieme al marchio Invicta (Reg. Gen. N. 48418), che si suppone l'azienda avesse acquisito da Renato Valentini.

Il marchio è stato utilizzato per la produzione di rientranti laminate di alta qualità e di penne in celluloide colorata con finiture laminate di buon pregio; per quest'ultime (come per le Invicta in celluloide) viene ipotizzata una produzione su commissione da parte di Tibaldi, ma non esiste nessuna evidenza documentale al riguardo. L'azienda pare aver cessato l'attività nel 1948.

Riferimenti: [49]

Materiale disponibile:

Greif

Azienda tedesca, sede a Goslar, fondata nel 1902 da Carl Bruer (come desumibile da questo editoriale sulla celebrazione del trentennale). Nata come "Deutsche Bürobedarts-Gesellshaft" con il successo del marchio Greif si è successivamente trasformata in "Greif-Werke A.G., Fabriken für Bürobedarf". Attiva inizialmente nella creazione di materiale e macchine da ufficio (vedi anche questa pubblicità per un sistema di stampa) sembra essere entrata sul mercato delle stilografiche in un secondo tempo, indicativamente nel 1932 (che costituisce un limite superiore, visto la presenza di questa pubblicità).

Materiale disponibile: </noinclude>

Helios

Due pennini Helios

Il marchio "Helios" ha una storia alquanto nebulosa. Due penne con questo marchio (marcate "Helios N° 579" e "Helios N° 666") compaiono infatti in un catalogo Kaweco del 1925, e nel successivo catalogo del 1928 c'è una pagina dedicata dove compaiono la 701, 702 e 704 (e viene citata la 703).[13] Si supporrebbe pertanto che si possa trattare di una sottomarca della Kaweco usata per la produzione economica, visti i prezzi più bassi riportati nei suddetti cataloghi. Il marchio viene anche citato in una fattura del 1912 dell'agente italiano della Kaweco per una matita meccanica.

E' però ben nota e presente una produzione italiana associata al marchio Helios, che venne richiesto nel 1929 (Reg. Gen. N. 40183) da Eugenio Giarola a Milano.[14] Il marchio è associato (come risulta da questo foglietto di istruzioni), all'azienda Stabilimento Italiano Lavorazione Galalite e Affini ("S.I.L.G.A."). Ma lo stesso foglietto di istruzioni contiene un secondo collegamento diretto con la produzione della Kaweco: le figure del meccanismo a pulsante di fondo in esso raffigurato sono infatti identiche a quelle presenti sul catalogo Kaweco del 1928 citato in precedenza.[15]

Penna marcata "Helios Silga"

Il ritrovamento di alcune fatture ha permesso di collegare direttamente alla Kaweco le attività di Eugenio Giarola, che ne era il rappresentante. Letizia Jacopini riporta che l'azienda venne fondata inizialmente con il nome del titolare, che risulta intestatario anche del rinnovo del marchio nel 1942 (Reg. Gen. N. 67263), diventando nel 1937 la "Silga di Eugenio Giarola" (usando quindi l'acronimo del nome esteso), con nome completo "Marca Elios Original ed Elios Special", che manca della "H" iniziale presente invece nella registrazione ufficiale e su tutte le stampigliature, come quella della foto a fianco. In una pagina dell'"Annuario Industriale della provincia di Milano" del 1939 la ditta viene menzionata come "Stabilimento Italiano Lavorazione Galalite e Affini" e ne viene indicata la sede in viale Umbria 62.

Che la produzione fosse legata a rapporti commerciali con la Germania risulta evidente sia dallo stile delle produzioni più antiche, che dalla presenza di marchiature in tedesco, sia sui pennini che sulle stampigliature (Jacopini riporta la dicitura "Helios - Silga / Original Fabrikat"). La produzione iniziale vede modelli a pulsante di fondo in stile flat top chiaramente ispirate alla Duofold (e molto simili alle analoghe Kaweco del catalogo citato), cui seguono negli anni '40 modelli a stantuffo. Dato che nel 1929 la Kaweco fallì e venne rilevata dalla KWG è anche possibile ipotizzare che la produzione di questo marchio sia proseguita in Italia, ma di nuovo non esistono conferme documentali al riguardo. Letizia Jacopini riporta una presumibile cessazione delle attività intorno alla fine degli anni '40.

Materiale disponibile:

Imperial

Azienda tedesca. Marchio usato dalla Füllhalter-Fabrik Gerlach & Bezner con sede a Lipsia (LEIPZIG und PARDUBITZ). Attiva almeno dagli anni '40 (da lettera su Ebay del 10/12/1940). Dopo l'esproprio nazista della J.Brod ne occupò gli impianti produttivi. L'attività finì con il passaggio della ditta alla nazionalizzazione fatta nel 1945 dopo l'occupazione sovietica e venne adottato il marchio Penco, ma il marchio Imperial sopravvisse fino al 1950, quando venne completamente eliminato dai listini.

Riferimenti: [50]

Materiale disponibile:

Ingersoll Limited

Dell'azienda inglese non si sa quasi nulla, ma la gran parte dei modelli, in genere identificati da un codice numerico, sembrano di produzione Wyvern.

Da finire.

Riferimenti: [51], [52], [53]

Ingersoll Redipoint

La Ingersoll Redipoint Company venne fondata nel 1922 da Charles H. Ingersoll dopo il fallimento, avvenuto l'anno precedente, della Ingersoll Watch Company, per acquisire la produzione e la commercializzazione delle matite meccaniche Redipoint dalla Brown & Bigelow.

Da finire.

Riferimenti: [54], [55]

Inkograph

La Inkograph Co. venne registrata negli anni '10 a New York da Joseph Wallace e William Frank Wallace,[16] ma era attiva almeno dal 1914 ed il primo brevetto di Joseph Wallace venne richiesto nel 1910. La ditta è nota per la produzione di penne a stilo, cui fa riferimento anche il primo brevetto. Le sono attribuiti i marchi Inkograph, Wallace, Ink-D-Cator, Leado Graph.

Nel 1948 William Frank Wallace fondò la "Aladdin Fountain Pen Mfg. Inc." non è chiaro se in seguito ad una separazione o come prosecuzione delle attività della Inkograph, della quale non è nota una fine precisa. La "Aladdin Fountain Pen Mfg. Inc." restò in attività fino al 1957.[17]

Riferimenti: [56], [57], [58], [59], [60]

Inoxcrom

L'azienda venne fondata nel 1942 da Manuel Vaqué Ferrandis a Barcellona come Industrial MAVA, inizialmente per la produzione di pennini in acciaio con una tecnica di produzione denominata appunto Inoxcrom, che divenne anche il nome dell'azienda a partire dal 1946. In seguito passò alla produzione di penne stilografiche per il mercato spagnolo, approfittando anche dell'assenza dei dazi che invece il regime franchista imponeva sulla produzione estera. Probabilmente si tratta del più rilevante produttore di stilografiche spagnolo.

Riferimenti: [61], [62], [63]

Materiale disponibile:

Invicta

Il marchio Invicta fa riferimento principalmente ad una produzione di penne stilografiche rientranti laminate la cui origine viene attribuita alla Renato Valentini, con sede in via Galvani 2 a Firenze,[18] che era attiva in detta città dagli anni '20. L'azienda vinse una Medaglia d'oro di primo grado alla fiera internazionale di Padova del 1931, ed ottenne il Diploma d'Onore all'esposizione internazionale di Tolosa.

L'azienda era specializzata nella produzione di stilografiche rivestite in metallo, sia laminato, che in oro massiccio o argento, con una produzione di buona qualità. All'inizio degli anni '30 l'azienda venne assorbita dalla Fiani & Ciampi, che nell'ottobre del 1933 registrò questo marchio (Reg. Gen. N. 48418) insieme al marchio Goldstar. Benché la produzione nota sia principalmente quella di rientranti laminate, il marchio venne anche usato (presumibilmente nella produzione più tarda) per penne in celluloide con caricamento a pulsante di fondo.

Non è nota una terminazione della produzione, ma nell'ottobre del 1941 sono stati registrati altri due marchi Invicta (Reg. Gen. N. 64431 e Reg. Gen. N. 64432), sempre per penne stilografiche, da parte di tale Enrico San Marino di Barcellona, questi sembrano totalmente scorrelati pertanto sembrerebbe che in tale data il marchio originale non fosse più in uso.

Riferimenti: [64], [65], [66], [67]

Materiale disponibile:

Italpen

Di questo marchio si hanno pochissime notizie, le poche informazioni disponibili risalgono alla dicitura Marca "Italpen" Depos. - Non Frangar - Milano presente sul fusto di alcuni modelli in celluloide (dove Non Frangar veniva utilizzato per indicarne l'infrangibilità). Ma del marchio non risulta alcuna traccia nel database dell'Archivio di Stato. Il marchio è presente su diverse tipologie di penne, da rientranti laminate fino a penne in plastica di chiara produzione nel dopoguerra. Sulla base degli esemplari ritrovati si può ipotizzare che fosse attivo almeno dagli anni '30, forse anche prima (ma la presenza di rientranti non è conclusiva al riguardo, essendo queste rimaste sul mercato italiano fino al dopoguerra).

Riferimenti: [68]

Materiale disponibile:

Italstilo

Il marchio si può ricondurre alle attività di Achille Negro, che lo registrò nel 1937 (Reg. Gen. N. 56535), l'azienda però risulta fondata nel 1935 come indicato su una pagina dell'Annuario Industriale della Provincia di Milano del 1939. Oltre ad Italstilo risultano registrati da Negro, nel dopoguerra, anche i marchi Lucky (Reg. Gen. N. 87891), Vis (Reg. Gen. N. 101136), Occhio Magico (Reg. Gen. N. 105831), Autovac (Reg. Gen. N. 116924), Vis Pen (Reg. Gen. N. 121360).

Non è nota una data di terminazione del marchio, ma questo risulta attivo almeno fino al 1956, comparendo nell'annuario generale dell'industria del 1956, sia fra i produttori di pennini che fra i produttori di stilografiche.

Materiale disponibile:

Jewel Pen Co.

La "Jewel Pen Company" è una delle più antiche marche britanniche nel settore delle penne. Fu fondata nel 1884 da John Calton come azienda importatrice delle stilografiche prodotte dalla John Holland e delle penne a stilo prodotte dalla MacKinnon.

L’azienda non ha mai avuto un ruolo prominente nel mercato, e non ha portato innovazioni al mondo delle stilografiche, ha mantenuto comunque costante una sua fetta di mercato coprendo l’intera gamma nelle varie fasce di prezzo, dalle penne scolastiche alle quelle di alto livello, per un lungo periodo.

Nel 1939 la "Jewel Pen Company" fu acquistata dalla "British Pens Ltd"; continuò a produrre fino a quando, nel 1951, chiuse definitivamente.

Riferimenti: [69]

Materiale disponibile:

Lipic Pen Co.

L'azienda venne fondata nel 1863 da George L. Berg come Berg Company per la produzione di pennini da intinzione in oro, ma entrò sul mercato delle stilografiche ad opera del genero del fondatore, Joseph Lipic, che entrò nell'azienda nel 1904 e subentrato nella direzione ne cambiò nome in Lipic Pen Co.. L'ingresso sul mercato avvenne all'incirca nel 1912 sfruttando un brevetto (nº US-976815) per un caricamento automatico, usando come marchio di produzione Radium Point Pen. L'azienda esiste ed è attiva ancora oggi nella produzione di materiale pubblicitario aziendale.

Da finire.

Riferimenti: [70], [71]

Liset

Le uniche notizie note della "Liset", sigla che sta per "Lavorazione Italiana Stilografiche Extra Torino", derivano dalla pubblicazione sul forum delle pagine di un catalogo della ditta, che ci fornisce anche il nome del fondatore / proprietario, F. Vigna e l'indirizzo della sede (Via Montenero 13). Non ne è nota né la data di fondazione, né l'arco di tempo in cui ha operato, anche se il catalogo citato sembra potersi collocare nel dopoguerra.

Dal suddetto catalogo l'azienda produceva o commercializzava diversi modelli, sia a pennino coperto che ordinario, con vari livelli di finitura.

Riferimenti: [72]

Materiale disponibile:

Littoria

Azienda italiana, marchio di chiara ispirazione fascista su cui sono note poche informazioni. Il marchio pare essere stato anche usato da Columbus per una produzione economica ma di buona qualità. Letizia Jacopini riporta delle stilografiche di buona qualità marchiate "Littoria - Stilografica Automatica" con pennini in oro stampigliati "E. V. M.", acronimo di Eugenio Verga - Milano.

E' però nota anche una produzione di penne economiche di seconda fascia marchiata semplicemente "Littoria" contraddistinte dal solo nome seguito da un numero. Di queste si sa molto poco, al momento i numeri rilevati sono: 6, 12, 16, 24, 30, 38.

Riferimenti: [73], [74]

Materiale disponibile:

Loro

Marchio francese di cui non si sa praticamente quasi nulla se non che aveva effettuato una produzione di safety di lusso con bellissimi rivestimenti in argento niellato.

Riferimenti: [75]

Materiale disponibile:

Ma-Gus

Sulla produzione di questa azienda si hanno poche informazioni, essa è riconducibile alle attività di Gustavo Maier che registrò il marchio (Reg. Gen. N. 40266) nel 1929 (data che in mancanza di indicazioni migliori assumeremo come quella di nascita dell'azienda).[19] L'azienda operava (almeno da quanto risulta su una pagina dell'Annuario Industriale della Provincia di Milano del 1939) come produttore, oltre che di penne e matite rivestite in oro, anche di portasigarette, portacipria, ecc. ed aveva sede in via Donizzetti 41 a Milano.

Le penne della Ma-Gus sono prevalentemente rientranti laminate, in genere accompagnate da matite meccaniche anch'esse laminate. Letizia Jacopini riporta una produzione in tre misure diverse, ed in versioni sia tonde che sfaccettate e che nella produzione più tarda (fine anni '30) sulle penne sono stati rivenuti i punzoni della Montegrappa. Non è nota una data di terminazione precisa, assumeremo il 1945, ma l'assunzione è totalmente arbitraria, senza alcun riscontro fattuale ed eseguita ai soli fini della gestione della cronologia.


Materiale disponibile:

Magic Pen

Il marchio Magic Pen risulta registrato esplicitamente con questo nome da Umberto Mazza nel 1949 (Reg. Gen. N. 96887), ma in realtà la prima registrazione (senza il nome, ma con il logo che contraddistingue tutta la produzione aziendale) è del 1930 (Reg. Gen. N. 42421), anno che assumeremo anche, in mancanza di indicazioni più precise, come quello della fondazione dell'azienda.

L'azienda è nota per la produzione di rivestimenti laminati per oggetti vari principalmente nel campi della cancelleria e produsse, marchiate sia con il marchio Magic che Magic Pen, diversi modelli di rientranti laminate (o combinazioni penna/matita) passando in un secondo tempo a modelli, sempre laminati, con caricamento a pulsante di fondo. La qualità dei rivestimenti è in genere elevata, con lavorazioni a guilloché.

Benché non siano noti nomi specifici per i modelli, che portavano in genere una marchiatura sul fusto, sul bordo del cappuccio, o sulla clip, è probabile che la produzione dei modelli rientranti sia da collocarsi da prima della guerra. Non è nota una data di chiusura o la cessazione della produzione di penne, ma è comunque certo che le attività dell'azienda nel campo delle stilografiche siano proseguite nel dopoguerra, dato che la stessa compare con una voce in bella evidenza nell'Annuario Generale dell'Industria del 1956 (vedi questa pagina).

Materiale disponibile:

Marchi minori

Marchi minori

Mastilo

Il marchio Mastilo viene ricondotto alla produzione effettuata per conto di una importante cartoleria (in questa guida però il Massari viene indicato come tabaccaio) torinese instestata ad Ubaldo Massari, via Roma 16, Torino. E' nota sotto questo nome una produzione di penne della Ancora, delle Maxima rimarchiate Mastilo Fountain Pen. A nome dello stesso titolare risultano registrati anche i marchi Stylokopia (Reg. Gen. N. 45108), Punto Rosso (Reg. Gen. N. 57199) e Tre Stelle (Reg. Gen. N. 64847). In particolare Punto Rosso fa riferimento ad un modello prodotto nel 1934 dalla ditta Dino Giacomazzi di Settimo Torinese, a cui viene attribuisce anche la produzione Tre Stelle.

Riferimenti: [76]

Materiale disponibile:

Mengoni

Benché il nome Mengoni si trovi su alcuni modelli Minerva, non si tratta di una marca in quanto tale quanto della produzione fatta realizzare da Virginio Mengoni, titolare di uno dei più importanti negozi milanesi di penne e materiali da scrittura, posto prima in corso Vittorio Emanuele e poi in via Cantù, le cui attività iniziarono nel 1934.[20]

Negli anni '30 Mengoni si associò a Edoardo Russo Webber per la produzione delle Saratoga, per le quali risulta cointestatario della prima registrazione del marchio (Reg. Gen. N. 63047), del marchio relativo alla forma della clip a freccia (Reg. Gen. N. 63465) utilizzata nei primi modelli, e del marchio Inco (Reg. Gen. N. 63398) usato per le versione Standard negli anni '40 e per i calamai di inchiostro.

La collaborazione non durò a lungo, almeno a giudicare dalla successiva reintestazione dello marchio (Reg. Gen. N. 64297) esclusivamente a suo nome da parte di Webber. Mengoni comunque continuò nel dopoguerra una sua produzione di penne, marchiate però Saratoga's (Reg. Gen. N. 78484), Si tratta di una produzione di bassa qualità rivolta al mercato economico, prodotte presumibilmente nel distretto di Settimo Torinese, con stilofori e modelli con caricamento a stantuffo.

Oltre alle Saratoga's, è riconducibile a Mengoni la produzione F.O.R.T., marchio rinvenuto su dei modelli Minerva, risultando egli titolare dello stesso (Reg. Gen. N. 63662). Sono altresì riconducibili alle attività di Mengoni i marchi Fonteblu (Reg. Gen. N. 63376), Inch (Reg. Gen. N. 63413) e Coloniale (Reg. Gen. N. 67310). L'attività proseguì fino al 1957, anno di chiusura delle attività dell'azienda di Mengoni.

Materiale disponibile:

Merlin

Azienda presumibilmente olandese, anche se viene indicata una possibile produzione tedesca per una distribuzione sul mercato olandese. Modelli noti: Merlin 33, Merlin 62, Merlin 69, Merlin Triumph, Merlin Osmi, Merlin Elegant, Merlin Superior, Merlin Lady, Merlin Perfect, Merlin Elite, Merlin Select, Merlin Diamond, Merlina.

Riferimenti: [77], [78], [79], [80], [81], [82], [83], [84], [85]

Materiale disponibile:

Merz & Krell

Azienda tedesca, la casa madre nacque nel 1908 dalle attività di Friedrich Merz, un farmacista, ed è ancora attiva in questo campo come Merz Pharma. La produzione di stilografiche iniziò invece nel 1920, quando i due fratelli Friedrich e Georg Merz si associarono al tornitore Justus Krell per fondare a Bieberau la Merz & Krell, attiva da subito con una decina di operai. Il marchio adottato inzialmente era Melbi (una abbreviazione di Merz & Krell, Bieberau). In seguito vennero adottati anche i marchi Senator e Diplomat. La produzione iniziale era di stilografiche, portapenne e matite meccaniche in celluloide.

Nel 1929 l'azienda si spostò di sede in Bahnhofstrasse, in un nuovo edificio che potesse accogliere l'accresciuta forza lavoro di circa 150 persone. Nel 1936 fu una delle prime aziende tedesche a sperimentare l'uso della resina plastica ad iniezione con l'acquisto di un apposito macchinario per la produzione di pezzi con questa tecnica. Negli anni '60 iniziò la produzione di penne a sfera. Attiva nella produzione di stilografiche economiche, e poi di penne a sfera, negli anni '80 era una delle principali produttrici di penne pubblicitarie, tuttora presente sul mercato con il marchio Senator che resta uno dei principali produttori di penne pubblicitarie.

Riferimenti: [86], [87], [88], [89]

Materiale disponibile:

Miller Pen Co.

Azienda danese, è nota per la commercializzazione di penne con i marchi Hoover, Orion, London e Miller Pen. L'azienda è riconducibile alle attività di Johannes Iversen che aveva brevettato nel 1936 (nº DK-52984, poi ottenuto anche in molti altri paesi) un sistema di caricamento pneumatico in stile Vacumatic. L'azienda nacque nel 1908 col nome del fondatore, cambiò nome in Orion Pen Company nel 1914 per divenire la Miller Pen Company negli anni '30,[21] ma nel 1932 viene citato come rivenditore (in questo articolo) la "Lincoln Vulpen Import" di Rotterdam. Secondo quanto riportato in questo intervento le penne venivano prodotte in Germania dalla Merz & Krell e dalla Osmia.

Riferimenti esterni: [90], [91], [92], [93]

Materiale disponibile:

Morans

Azienda (o marchio) italiano intitolato ad Anselmo Mora registrato nel 1946 (Reg. Gen. N. 76718), sede a Firenze, Piazza Stazione 50.

Materiale disponibile:

National

Azienda tedesca, sede a Monaco. Indirizzi noti: Hoffmannstr. 43 Fernruf 72077 e 71213. Denominazione completa Deutsche Füllhalter Werke Gmbh. Secondo quanto riportato su questo articolo l'azienda nasce dal cambio di nome della precedente "Anglo-Americanische-Füllfeder-Gesellschaft", titolare del marchio Angloamer. Non è chiara però l'origine dell'azienda, essendo quest'ultima chiaramente legata alle attività della Lang, se come filiale resasi indipendente, o separatasi forse in occasione della prima guerra mondiale.

Riferimenti: [94]

Materiale disponibile:

Nios

Azienda tedesca, sede a Osnabrück. Denominazione completa Nios Füllhalter Fabrik - Robert Niehaus.

Materiale disponibile:

Norex

Il marchio Norex risulta registrato a Milano nel 1951 dalla Norex Srl (Reg. Gen. N. 106082), ed in seguito registrato anche nel 1956 (Reg. Gen. N. 135917) con l'aggiunta "gioielli per scrivere". Non è nota una data di fondazione, nel 1956 compare anche nell'"Annuario generale dell'industria e del prodotto italiano" (vedi questo estratto) sempre con sede a Milano. Viene citata come fondatore nel 1976 dell'"Unione Fornitori Cancelleria".

E' nota una produzione di penne di ottima qualità, anche se molto spartane e di impronta stilistica germanica, tanto che spesso viene indicata come azienda tedesca, anche per la denominazione di alcuni modelli (come la particolare Doppeltank) anche se al riguardo non esiste nessuna evidenza (il marchio risulta sconosciuto in Germania, e tutti i documenti di accompagnamento delle penne finora ritrovati sono in italiano).

Riferimenti: [95], [96]

Materiale disponibile:

Olivieri

Alla "Fabbrica Italiana di Penne Stilografiche - La Italianissima di Giuseppe Olivieri"[22] fanno riferimento diversi marchi, i più antichi dei quali, almeno in termini di registrazione, sono il marchio Italianissima (Reg. Gen. N. 56890) che venne richiesto nel 1937 nello stesso giorno del tutt'altro che italianissimo Hoower (Reg. Gen. N. 56951). Letizia Jacopini nel suo libro vi associa anche il marchio Atlantica, che però risulta registrato da altri, e pertanto è di dubbia attribuzione, ed i marchi Imperiale e Hoower Superior, che non risultano però sull'Archivio Centrale dello Stato.

Sono invece senz'altro riconducibili a Giuseppe Olivieri i marchi Longines, registrato nel 1946 (Reg. Gen. N. 76236), e Avoriolina, registrato nel 1940 (Reg. Gen. N. 62727). Tutti i marchi comunque fanno riferimento nei documenti di registrazione solo al nome del proprietario, e non a quello della "Fabbrica Italiana di Penne Stilografiche" che però risulta il nome con cui l'azienda si presentava al pubblico, come risulta da questo catalogo del primo gennaio 1934.[23] Va inoltre notato come nel catalogo citato compaiano anche penne marcate direttamente con il nome Olivieri.

Secondo quanto riportato nel testo "Stilografiche Omas dal 1925 ad oggi" pubblicato dal "Club Internazionale della Stilografica A. Simoni" il marchio Italianissima farebbe parte delle produzioni su commissione della Omas, ma non esiste nessuna conferma documentale di questo fatto. La produzione illustrata nel catalogo del 1934 mostra discreta varietà di penne, sia rientranti laminate, che flat top in stile Duofold sia in ebanite che colorate (quest'ultime chiamate tipo Parker). Non è chiaro invece se si possa attribuire ad Olivieri anche il marchio Ideal presente nel citato catalogo.

Benché non sia affermabile con sicurezza, è opinione comune che la Olivieri sia stato un distributore più che un produttore diretto. Le penne marcate Hoower, in genere caratterizzate da finiture metalliche sulle estremità, e caricamento a pulsante di fondo o siringa rovesciata, sono penne di buona qualità prodotte in bei colori di celluloide, e sono molto simili ad alcuni modelli della Olo, cosa che fa pensare ad un collegamento con l'Aurora (una possibile produzione su commissione). La produzione Italianissima è invece più economica, e varia da rientranti in ebanite e laminate, a modelli in celluloide con caricamento a pulsante di fondo.

Materiale disponibile:

Original Goldmichel

Letizia Jacopini riporta l'inizio delle attività di Walter Engele, fondatore dell'azienda, agli anni '30, ma le tracce documentali sono del dopoguerra e la registrazione alla camera di commercio, che prenderemo come data di fondazione, è del 1946. Viene ritenuto si tratti di un rivenditore/grossista di penne fatte produrre a Settimo Torinese o in Germania.

Da finire.

Materiale disponibile:

Perfection

Con il marchio Perfection venne identificata la produzione della J. G. Rider Pen Company, fondata da Jay G. Rider a Rockford in Illinois nel 1905[24] e trasformata in società di capitali nel 1907 con H. A. Merlein, S. B. Atwood, e A. C. Horton per un capitale sociale di $25000.[25]

La storia dell'azienda è comunque molto oscura, non vi sono tracce della stessa negli annali delle aziende dell'Illinois per gli anni dal 1910 al 1925, anno in cui ne viene registrata la chiusura, anche se la dimissione definitiva viene datata al 1927. Era certamente attiva nel 1920 in Illinois,[26] ma in un periodo successivo la produzione si spostò ad Ann Arbor, in Michigan (esistono penne che lo riportano come luogo di costruzione), dove Rider possedeva un negozio di penne.[27]

La caratteristica principale delle penne Perfection è la peculiare variante di giunzione jointless (brevetto nº US-739720) che consentiva l'estrazione dell'alimentatore lasciando (a differenza della versione della Parker) il pennino ben fissato nella penna. Per facilitare l'estrazione venne realizzata anche una particolarissima clip (brevetto nº US-919244) che poteva essere usata per estrarre l'alimentatore.

Riferimenti: [97], [98]

Perop

La Perop venne fondata a Praga nel 1939 da quattro persone fra cui Emil Kroutl, uno dei tre fratelli fondatori della Ripet e František Zeman che lavorava per la stessa ditta come ragioniere. L'azienda rimase attiva fino all'ingresso nell'allora Cecoslovacchia del regime comunista nel 1948.

Riferimenti: [99]

Perry

Azienda inglese, fondata a Manchester nel 1824 da James Perry come James Perry & Co. si trasferì a Londra intorno al 1847 divenendo la Perry and Co. ed in seguito unendosi ad altre aziende la "Perry and Co. Ltd." è stata una dei principali produttori di pennini da intinzione, considerata, insieme alla Esterbrook il più grande produttore mondiale alla fine del 1800. E' nota una produzione anche di stilografiche nei primi decenni del 1900.

Riferimenti: [100], [101]

Materiale disponibile:

Piave

Marchio Piave

Il marchio Piave, illustrato a fianco dalla registrazione, che compare in questa forma nelle stampigliature di diverse penne di questa marca, è riconducibile all'attività di Mario Cristofoletti, che lo registrò nel 1941 (Reg. Gen. N. 63092), data che assumeremo anche come quella di nascita dell'azienda. Letizia Iacopini riporta come nome dell'azienda Industria Penne Stilografiche del Comm. Mario Cristofoletti, mentre in questa discussione la produzione viene riportata come eseguita su commissione dalla Elmo per una attività commerciale svolta nella Marca Trevigiana, citando come correlazione l'uso di una variante di caricamento a pulsante che si trova anche su penne della Elmo.

Nella stessa discussione si cita una variante alternativa del marchio costituito da un triangolo con le lettere "M." "C." "T." (da Mario Cristofoletti Treviso) sui vertici, non è chiaro se possa esser considerato precedente o antecedente quello mostrato. La produzione era costituita sia da rientranti in ebanite, che da modelli in celluloide colorata con caricamento a pulsante di qualità media, non è nota una durata specifica della produzione e quando essa sia cessata.

Riferimenti: [102]

Materiale disponibile:

Plexor

Con il marchio Plexor venne commercializzata in Francia la produzione della Parker al tempo della seconda guerra mondiale, quando l'uso di un marchio anglosassone divenne altamente problematico in una situazione di conflitto aperto. La produzione viene ricondotta alle attività di Fernand Laureau che produceva le Parker in Francia, sotto licenza. Non è chiaro per quanto tempo il marchio sia stato mantenuto, né se la produzione fosse davvero eseguita dalla casa madre o svolta indipendentemente dalla filiale francese. Viene comunque riportato da una pubblicità francese che le penne con questo marchio erano prodotte dall'agente francese per conto della Parker.

Riferimenti: [103], [104]

Materiale disponibile:

Rakete

Azienda tedesca, sede a Beerfelden (Hassen). Denominazione completa Rakete Füllhalter-fabrik Gebrüder Meissner. Azienda fondata dai fratelli Meissner, oltre a Rakete, come sembrano essere correlati all'attività dell'azienda anche i marchi Salamander e Columbus (quest'ultimo omonimo della molto più nota Columbus italiana, ma senza nessuna relazione con la stessa). Non è chiara la relazione con i suddetti marchi, ma viene riportata come convizione generale che l'azienda sia derivata da una divisione dalla Columbus-Werke di Furth.

Modelli noti: Rakete Tempo 333. Riferimenti: [105]

Materiale disponibile:

Rifka

Azienda tedesca, della Westfalia. Presumibilmente produttore di penne economiche per studenti.

Materiale disponibile:

Ripet

La Ripet venne fondata a České Budějovice nel 1919 dai fratelli Kroutl. L'azienda rimase attiva fino all'arrivo del regime comunista nel 1948 quando tutte le aziende private vennero nazionalizzate e concentrate in tre aziende distinte, la Centropen, la Hardtmuth e la Bohemia Works unite sotto il cappello della unica azienda statale, la Koh-i-Noor L. & C. Hardtmuth National Company.

Riferimenti: [106]

Roccati

L'azienda, nota soprattutto per il marchio "Alfa-Ro" era di proprietà di due soci, Luigi Benedetto e Dino Gilardi, ma intestata alla moglie di quest'ultimo, Maria Roccati.[28]

Non è nota una data di fondazione ma Letizia Jacopini riporta la ditta, come risultante da annuari ed altre pubblicazioni d'epoca, attiva fra il 1939, assunto come anno di fondazione, ed almeno il 1956 come risulta dalla presenza nell'annuario generale dell'industria di quell'anno.[29] Un altro marchio riconducibile alla ditta è "Ro-Set", stante presumibilmente per Roccati-Settimo.

Riferimenti: [107], [108], [109]

Materiale disponibile:

Roeder

Azienda tedesca, sede a Berlino. Nasce sicuramente come produttore di pennini da intinzione. Denominazione completa S. Roeder - Stahlfeder und Füllfederhalterfabrik. Attiva almeno dal 1892, data della richiesta di un brevetto per un pennino doppio (nº CH-6035).

Materiale disponibile:

Sanford and Bennet

La "Sanford & Bennet Company" venne fondata a New York nel 1904 da William W. Sanford e Frederick D. Bennet,[30] Non si nanno notizie specifiche relative alla produzione, ma uno dei brevetti di William W. Sanford (nº US-969198) è stato ritrovato su una penna prodotta per la Rexall. Ci sono vari brevetti riconducibili all'azienda, per lo più riconducibili a William W. Sanford. Nel 1919, con la morte di Bennet, la ditta cambiò nome in "Sanford Pen Company". L'azienda non sembra collegata alla Sanford.

Riferimenti: [110], [111]

Materiale disponibile:

Scriba

Marchio Scriba

Marchio (Reg. Gen. N. 42353) che talvolta è stato attribuito alla Stilus, probabilmente per la forte somiglianza nella grafica del logo, ma che in realtà risulta registrato dalla ditta A. Dalla Porta di Verona, che lo aveva richiesto nel 1930 (data che assumeremo, in assenza di indicazioni migliori, come anno di nascita dello stesso).

Materiale disponibile:

Scripto

La Scripto Fountain Pens venne fondata da Monie A. Ferst nel 1923 ad Atlanta come M. A. Ferst Company, operando nella produzione di matite e penne stilografiche. L'azienda produsse anche per un certo periodo accendini. La ditta era specializzata nella produzione economica di fascia bassa, ed è molto più nota per la sua produzione di matite meccaniche e mine. Oggi è stata acquisita dalla giapponese Tocai Corporation.

Riferimenti: [112], [113], [114]

Materiale disponibile:

Silpa

Secondo Letizia Jacopini il marchio sarebbe riconducibile all'acronimo di "Società Italiana Lavorazione Penne e Affini", e la produzione di estenderebbe dalla seconda metà degli anni '30 alla metà degli anni '40. Il marchio "SILPA" però risulta richiesto (Reg. Gen. N. 92078) nel 1949 da Giuseppe Palumbo, a Milano ed un Palumbo risulta presente nella sezione "Penne Stilografiche" della guida Paravia di Torino del 1948 (vedi questo estratto) e del 1952 (vedi questo estratto) anche se non è chiaro se si tratti della stessa azienda o di una omonimia.

Materiale disponibile:

Simplex

Secondo Letizia Jacopini il marchio (più precisamente la sua vendita) è riconducibile alle attività della ditta "Penne e Pennini di Meda A." di Milano, viale Cadorna. Su un catalogo dell'Unione Cooperativa di milano (vedi questa discussione) la "Marca Simplex" compare insieme insieme alle penne di produzione Aurora. Alcuni esemplari, le flat-top in stile Duofold marcate Simplex Excelsior, sono molto simili (ed in alcuni casi identiche) alle analoghe prodotte dalla The King, in un articolo di Dolcini, referenziato anche nel libro La storia della stilografica in Italia 1900-1950 vengono mostrate delle penne indicate come di chiara produzione Omas, e sono stati trovati anche modelli chiaramente derivati da produzioni Columbus.

Sulla effettiva attività dell'azienda si sa ben poco, ma è ragionevole l'ipotesi che si tratti di un marchio usato per la vendita di penne realizzate su commissione da diversi produttori.

Riferimenti: [115], [116], [117], [118]

Materiale disponibile:

Soffer

Il marchio (Reg. Gen. N. 70745) deriva dalla contrazione del nome del fondatore, Soffietti Ferruccio. Letizia Jacopini nel suo testo lo riporta come esistente dagli anni '30, anche se la registrazione citata è stata richiesta nel 1945; una fattura del 1941 e la citazione in questa guida del 1940 dimostrano comunque che l'attività era sicuramente antecedente. La produzione è di buona qualità, e viene citato il modello Prismatic una penna di forma affusolata molto simile alla Balance, ma sfaccettata, esteticamente molto interessante, e di ottima qualità, prodotta anche, nel dopoguerra, a pennino coperto.

La produzione pare essersi protratta fino agli anni '50 (sicuramente fino al 1948 dato che il Soffietti Ferruccio compare fra i produttori di stilografiche della Guida di Torino pubblicata da Paravia di quell'anno (vedi questo estratto).

Riferimenti: [119]

Materiale disponibile:

Soma

Azienda francese. Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda, ne sulle sue origini. L'azienda era domiciliata a Parigi, in Rue Condorcet, 40. E' uno dei artecipanti al consorzio per la produzione della Visor Pen. Attiva, a quanto risulta dalla fattura sottostante, almeno fino al 1959.

Materiale disponibile:

Spencerian

Azienda americana. Sede a New York. Denominazione completa Spencerian Steel Pen Co. La Spencerian venne fondata nel 1858 come sussidiaria della Ivison Phinney Publishing Company, nota in seguito come Ivison, Phinney, Blakeman, & Co., e dal 1869 come Ivison, Blakeman, Taylor, & Co., una società editrice che aveva pubblicato i testi dei figli dell'inventore dello stile di calligrafia denominato appunto Spencerian. La Spencerian era principalmente un rivenditore di pennini, distribuiti con proprio marchio, ma prodotti in Inghilterra a Birmingham, da Sir Josiah Mason sotto licenza della Perry & Co..

Negli anni '20 l'azienda iniziò a distribuire anche stilografiche. Le stilografiche erano marchiate Spencerian sul corpo, sul pennino e sul fermaglio, e si trattava principalmente di modelli con caricamento a levetta. Come per i pennini le penne non erano prodotte direttamente, ed almeno per le prime versioni la produzione è universalmente attribuita alla Conklin può essere facilmente desunto dall'uso del particolare caricamento con levetta semicoperta e confermato dal fatto che su alcune di esse sono presenti menzioni esplicite dei brevetti della Conklin.

Riferimenti: [120], [121], [122]

Materiale disponibile:

Standard

Marchio italiano, su cui si hanno pochissime notizie storiche,[31] nota per la produzione di rientranti dotate di rivestimenti laminati di qualità media. Non si conoscono marchi registrati, né altri dati relativi alle origini dell'azienda, e le caratteristiche delle penne non presentano similarità evidenti con altre produzioni che possano fornire indicazioni sulla loro eventuale origine di produzione su commissione; questa comunque è stata comprovata dal reperimento di alcuni esemplari che riportano stampigliato sul cappuccio il logo della Montegrappa, non è chiaro se questa passa essere la sola origine, ed è stata avanzata anche l'ipotesi di una produzione da parte della Uhlmann's Eterno, ma in questo caso non esiste nessuna evidenza.

Sono noti altresì modelli in celluloide di media qualità, caratterizzati dalla stampigliatura Standard Fountain Pen, con caricamento a pulsante di fondo. Di nuovo non se ne conoscono dati (neanche se possano essere strettamente collegate alle rientranti citate in precedenza), anche se l'uso di un nome completamente inglese potrebbe favorire l'ipotesi di collocarne la produzione a prima della promulgazione delle leggi fasciste sulla italianizzazione forzata dei nomi.

Riferimenti: [123]

Materiale disponibile:

Stellor

Marchio francese caratterizzato dalla produzione di penne di buona qualità (rientranti e con vari caricamenti) fino dagli anni '20. Le uniche informazioni ritrovate, riportate nell'annuncio di un venditore su ebay, e la cui affidabilità ed orgine sono ignote dicono che l'azienda fu fondata nel 1918 da Joseph Beaufils, ebbe stabilimenti a Nurieus e a La Ferte-Milon e venne chiusa durante la seconda guerra mondiale dal 1942 al 1945. Dalla stessa fonte viene riportato che gli stabilimenti Stellor cessarono le loro attività nel 1956.

Materiale disponibile:

Sterling Fountain Pen

La Sterling Fountain Pen Company nacque come divisione dedicata alla produzione degli strumenti di scrittura della Davidson Rubber Company nel 1884 (secondo il primo riferimento) e venne ceduta nel 1919 (secondo il secondo). Titolare dell'azienda era Rhodes G. Lockwood che compare come assegnatario di vari brevetti, insieme anche a William N. Lockwood, i due sono citati in un altro brevetto (nº US-757157, non attinente le stilografiche), come cotitolari della Davidson Rubber Company.

La produzione iniziale era costituita da cannucce per pennino in ebanite e da stilografiche con caricamento a contagocce di tipo joint-filler. E l'azienda (o il suo fondatore) sembra comunque essere connesso, o avere avuto interessi, sia con la A. A. Waterman (detiene alcuni brevetti del fondatore) che con Chilton e Moore (vi sono brevetti di Henry J. Upton, che ha lavorato per queste aziende, intestati a lui). Nel 1919 l'azienda venne ceduta a Francis A. Harrigan che la mantenne operativa fino al 1924.

Riferimenti: [124], [125], [126], [127], [128]

Materiale disponibile:

Stil Re-Ma

Il marchio deriva dall'abbreviazione, che si trova nelle confezioni nella forma "Stil. Re-Ma", di "Stilografiche Renato Marrucci". I dati disponibili sono molto pochi e derivano dalle discussioni citate nei riferimenti. Pare comunque evidenziarsi un legame con la Soffer sia per la presenza di un modello sfaccettato ogivale che è specifico della produzione di questa azienda, che per la presenza del marchio Soffer su una penna con pennino "Stil Rema".

Riferimenti: [129] [130]

Materiale disponibile:

Stilma

L'origine del significato del nome della Ditta Stilma di Battista Gattero non è nota, mentre è nota l'attività di Battista Gattero[32] che a lungo ha svolto la professione di trafficante nel senso intermediario che faceva da fornitore di materiali che faceva lavorare dagli artigiani settimesi per poi rivendere il prodotto finito.

Non è nota una data di fondazione dell'azienda, ma di certo Battista Gattero era attivo da prima della guerra, anche se il marchio più noto dell'azienda (da cui se è ottenuta la denominazione), Aster, risulta registrato nel 1947 (Reg. Gen. N. 80050, come Aster-U.S.A. Torino), e secondo Letizia Jacopini queste stilografiche erano vendute dal negozio Vairo di Torino. Sempre nel 1947 risultano registrati dalla Ditta Stilma di Battista Gattero altri due marchi, U.S.A. Unione Stilpenne Affini (Reg. Gen. N. 79641, richiesto lo stesso giorno di Aster) e Whiteball Torino (Reg. Gen. N. 82725, richiesto alcuni mesi dopo).

Per il marchio Aster è nota una produzione economica di penne in resina termoplastica.

Riferimenti: nessuno per ora

Materiale disponibile:

Stylo Pneu

Marchio francese di cui non si sa praticamente quasi nulla se non che aveva prodotto dei modelli con caricamento blow filler molto simile a quello usato dalla Crocker.

Materiale disponibile:

Stylo Rally

Azienda francese, sede a Parigi. Presente sul mercato dalla fine degli anni '30, aveva una produzione di discreta qualità. Rimase in attività fino agli anni '50.

Riferimenti: [131], [132], [133], [134]

Materiale disponibile:

Surgens

Il marchio Surgens venne registrato nel 1947 dalla "Ditta Angelo Cavallo" (Reg. Gen. N. 84240) per "penne stilografiche, pennini o parti di penne", ed è questa al momento la sola data certa relativa alle origini dell'azienda, che Letizia Iacopini pone all'inizio degli anni '40. La ditta è rimasta in attività almeno fino al 1955, data di registrazione del marchio Cavallina (Reg. Gen. N. 129090), dove però compaiono solo delle generiche "penne" insieme a oggetti di cancelleria e matite. Viene citata fra i produttori di stilografiche nell'annuario generale dell'industria del 1956 (vedi questo estratto).

Si può con ogni probabilità attribuire alla ditta anche i marchi Source (Reg. Gen. N. 79643) registrato a nome dalla Ditta Cavallo e Cernusco e richiesto solo pochi mesi prima del marchio Surgens e Romana (Reg. Gen. N. 69506), registrato a nome della Ditta Cavallo e Carmusco, richiesto invece due anni prima.

Le stilografiche sono di buona qualità costruttiva e con belle celluloidi, in particolare i modelli più antichi, sfaccettati e con caricamento a levetta, clip a rotellina e vari tipi di bande sul cappuccio. Anche il modello ogivale del dopoguerra illustrato nel materiale allegato, denota una buona qualità costruttiva. Le notizie sulla produzione della Surgens restano comunque estremamente ridotte.

Materiale disponibile:

Titania

Marchio italiano della omonima ditta di Settimo Torinese, fondata da Giorgio Fornello nel 1930 circa (almeno secondo quanto riportato nel libro "Settimo Torinese - Una città in punta di penna" di Silvio Bertotto, che è la fonte primaria di informazioni al riguardo). L'azienda ebbe il periodo di maggior successo fra gli anni '30 ed i primi anni '40, con una buona esportazione verso la Germania. Vi operava un tecnico fuoriuscito dalla Aurora, Luigi Caudano, che pare abbia contribuito significativamente al successo dell'azienda.

Nel dopoguerra però il marchio risulta registrato a nome di Michele Persico (Reg. Gen. N. 73753), che presentò la richiesta nel 1945 e non è chiaro se questi sia subentrato nella gestione della ditta originaria o si tratti di una registrazione indipendente, nel 1956 comunque la ditta risulta nell'annuario generale dell'industria registrata a nome di Giorgio Fornello.[33] L'azienda ebbe un periodo di breve successo in Italia nell'immediato dopoguerra. Una azienda con lo stesso nome risulta tuttora in attività a Settimo Torinese.

Nel suo periodo migliore la Titania produsse penne in celluloide di buona qualità, ma molto ordinarie nello stile e nelle soluzioni tecniche. Quelle di fascia più alta riportano la stampigliatura del marchio sul corpo e pennini in oro marchiati Titania. E' nota una produzione di fascia economica per la grande distribuzione con pennini in acciaio.

Materiale disponibile:

Tripen

Le origini delle Tripen Manufacturing Company sono alquanto incerte e non è nota una precisa data di fondazione, ma David Nishimura la pone agli inizi della grande depressione e la cosa è confermata da due brevetti di design (nº US-D079456 e nº US-D081435) richiesti ed assegnati nel 1929 da George Coby che, in assenza di dati più stringenti, si presupporrà essere il fondatore dell'azienda. Dai brevetti si desume anche il nome esatto dell'azienda e la sua collocazione geografica.

La produzione della ditta si contraddistingue per una particolarissima penna, praticamente l'unico modello da essa prodotto, la Triad, di forma completamente triangolare che anticipa la recente Omas 360 di parecchi decenni e costituisce un caso unico nel panorama internazionale. Le penne dell'azienda erano di alta qualità ma essendo il corpo penna completamente triangolare il cappuccio non poteva essere ruotato ma solo sfilato, e veniva chiuso con un pomello sul cappuccio (nº US-1776384) tramite un meccanismo interno.

Pare che la poca abitudine con il meccanismo abbia portato a rompere la maggior parte dei cappucci, nel tentativo, impossibile di svitarli. La combinazione fra una produzione molto limitata durata per pochi anni e la facilità di rottura della penna rende la Triad una delle penne più rare ed ambite dai collezionisti americani.

Riferimenti: [135], [136]

Materiale disponibile:

Typhoo

Marchio inglese usato dalla Sumner's Typhoo Tea Ltd., un'azienda produttrice di tè, per una serie di penne, denominate Ty·phoo Fountain Pen, che venivano regalate ai propri clienti come premio fedeltà. Dovevano essere raccolte almeno 30 carte distribuite con le confezioni di tè, da spedire presso la sede di Birmingham dell'azienda.

Si tratta di penne di buona qualità, prodotte dalla Lang/Summit, sia in ebanite nera che fiammata, recanti sul corpo iscrizioni che invitavano all'uso del tè dell'azienda, probabilmente il primo ad essere stato commercializzato già in pacchetti, che veniva venduto come rimedio all'indigestione. (da finire)

Materiale disponibile:


Riferimenti: [137], [138], [139], [140], [141]

Unique Pen Company

Azienda minore inglese di cui si hanno pochissime informazioni,[34] risulta aver iniziato le sue operazioni nello Strand a Londra ed aver presentato alla British Empire Exhibition del 1924 (che assumeremo come data di fondazione, anche se questa è ignota e riferibile comunque agli inizi degli anni '20) una produzione di oltre 60 modelli di penne in ebanite. La registrazione del marchio è del 1933 con sede a 34 Maiden Lane, Londra. La sede produttiva è riportata essere nel borgo di Merton.

Durante la guerra i modelli vennero limitati a cinque per le restrizioni dovute al periodo bellico, la ditta pare avere prodotto in Inghilterra penne per conto terzi, come Eversharp, Kingswood e Waterman. Cessò le attività nel 1958.

Riferimenti: [142], [143], [144], [145], [146], [147]

Materiale disponibile:

Universal Füllhalter

Azienda tedesca, sede a Berlino. Denominazione completa Universal Füllhalter. Nome usato da molte altre piccole aziende.

Materiale disponibile:

Vaughn-Upton

La Vaughn-Upton Co. risulta come intestataria di diversi brevetti di Francis W. Vaughn e Henry J. Upton a partire dal 1911 (che in mancanza di indicazioni migliori prenderemo come anno di fondazione). Henry J. Upton risulta inventore di un brevetto (nº US-655423) del 1900 assegnato alla Sterling. Altri brevetti degli stessi inventori risultano essere stati utilizzati dalla Moore e per Henry J. Upton in un periodo successivo dalla Chilton. Da una immagine pubblicata sulla mappa del primo riferimento la sede (estratta dalla rivista Geyer's Stationers, Vol. 54, No. 1254, del 1912-10-17, pag. 28) risulta essere posta al 249-251 di Causeway Street, a Boston, nella stessa si fa riferimento all'azienda per la produzione di parti e matite meccaniche in ebanite con il nome Vuco. L'azienda sembra aver prodotto penne per la catena di negozi Rexall.

Riferimenti: [148], [149]

Venus

La American Lead Pencil Company venne fondata da Edward Weissenborn nel 1861 ad Hoboken nel New Jersey ed è stato uno dei principali, se non il più importante, produttori di matite americani. L'azienda però è nota principalmente per il marchio Venus, anche se questo venne introdotto soltanto nel 1905. Nonostante fosse principalmente un produttore di matite, l'azienda era presente anche sul mercato delle stilografiche, ad esempio con la Dragon Fountain Pen, come risulta da alcune pubblicità (pubblicate in Inghilterra, sul "The Strand Magazine") la più antica delle quali è proprio del 1900.

L'azienda cambiò successivamente nome in American Pencil Company (mantenuto almeno dal 1945 al 1954, come risulta dalle pubblicità sottostanti) finendo per assumere il nome Venus Pen and Pencil Corp. nel 1956. Undici anni più tardi, nel 1967, finì per assorbire la Esterbrook, dando vita alla Venus-Esterbrook.[35]

Riferimenti: [150]

Materiale disponibile:

Verbana

Azienda italiana, le cui origini sono poco chiare. Il nome del marchio fa pensare ad una azienda del novarese, ma secondo quanto riportato nel libro di Letizia Jacopini la produzione sarebbe da attribuirsi probabilmente al distretto di Settimo Torinese. Al contrario Giovanni Abrate ne attribuisce le attività, secondo quanto riportatogli dagli eredi, ad una azienda di Sesto Calende, proprietà del Cav. Moroni, che effettuava una produzione sostanzialmente artigianali. Non esistendo tracce documentali si è assunta quest'ultima attribuzione.

Materiale disponibile:

Victoria

Dell'azienda si hanno pochissime informazioni, Paolo Enrico De Muro nel suo testo "I marchi registrati delle stilografiche italiane" ne riporta la registrazione del marchio nel 1921, data che in mancanza di altre indicazioni assumeremo come anno di fondazione, ma questo non compare più nel database dei marchi. Nonostante il nome, e la presenza di marcature, in inglese, si tratta di un marchio italiano di Pietro Tavella, anche se in una fattura presente sul testo citato, questi si presenta come concessionario per l'Italia della "Victoria Safety Fountain Pen".

La produzione consiste in rientranti laminate di fattura pregevole e modelli in celluloide. La ditta è rimasta in attività almeno fino al 1943, data presente sulla fattura citata, ed è citata in una pagina della guida Paravia di Torino del 1940, come rivenditore per i marchi Waterman, Victoria e Mondial; di quest'ultimo esiste invece una registrazione ufficiale (Reg. Gen. N. 42336) a nome di Pietro Tavella. In due diversi documenti vengono riportate le sedi di Via Arcivescovado 2, e via S. Francesco d'Assisi 29.

Materiale disponibile:

Walkover

Secondo questa pagina il marchio apparteneva alla Établissement J. Maillocheau (cui viene associato anche il marchio Magna). Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda, ma ci sono vari brevetti a lei intestati. Modelli noti: Walkover Altesse. Partecipante al consorzio per la produzione della Visor Pen. Attiva nel dopoguerra nella produzione di penne economiche.

Riferimenti esterni: [151]

Materiale disponibile:

Welcome

La produzione marchiata Welcome viene ricondotta alla Casa della Penna di Torino (proprietario Clestino Leone) con sede in piazza Carlo Felice 12, come nella scatola di una delle penne illustrate e come riportato da Letizia Jacopini e confermata dalla testimonianza orale di un rappresentante e dagli annali del Politecnico Italiano. La marca inoltre viene citata in una pagina della guida di Torino del 1940 come venduta da questo negozio. Le origini del marchio rimangono però questioni piuttosto incerte, dato che questo risulta registrato (Reg. Gen. N. 49493) ad Antonio Brusciani, residente a Genova, pertanto l'attribuzione del marchio alla Casa della Penna resta quanto meno discutibile.

La produzione viene attribuita (senza nessuna conferma documentale) principalmente a modelli realizzati su commissione dalla Omas per la Casa della Penna e vede una produzione iniziale di laminate rientranti negli anni '20, seguita da modelli in celluloide negli anni '30, e modelli con cappuccio metallico nel dopoguerra. Sempre del periodo del dopoguerra sono presenti modelli marcati "Made in Germany", presumibilmente prodotti su commissione. Non è chiara la relazione con un similare marchio Wellcome.

Da finire.

Materiale disponibile:

Wilmas

Dell'azienda si sa ben poco, Letizia Jacopini lo classifica come marchio di chiara origine settimese, ma la registrazione del marchio (Reg. Gen. N. 76523) venne fatta ad opera di Angelo Rosso, di Asti, che presentò la relativa domanda nel 1946 (che in mancanza di indicazioni migliori assumeremo come data di nascita dell'azienda), e riporta la stessa città anche nella registrazione del nome.

Materiale disponibile:

Wilson

Marca produttrice di penne economiche, dalla storia pubblicata sull'ormai non più raggiungibile sito aziendale la ditta sembrerebbe essere stata fondata (con questo nome) nel 1954, ma il marchio risulta registrato nel 1963 (Reg. Gen. N. 164579) dalla "F.lli Toffali & C.", Settimo Torinese mentre nel 1956 risulta citato nell'annuario di Confindustria come produttore nella sezione "Penne Stilografiche" Giuseppe Toffali.

Sono riconducibili inoltre alla ditta due loghi registrati come marchi, il primo è il logo "TU" iscritto in un rombo (Reg. Gen. N. 134776) richiesto nel 1956 per fermagli di stilografiche, ed il logo "ST" in forma di monogramma (Reg. Gen. N. 156828), richiesto nel 1961 per penne stilografiche, a sfera e matite meccaniche.

Riferimenti: [152], [153]

Note

  1. data che, in assenza di migliori indicazioni prenderemo come anno di fondazione, anche se questo è in realtà è solo il limite superiore.
  2. vedi questo estratto per la fondazione e gli elenchi dei produttori di pennini e di stilografiche.
  3. prenderemo come riferimento principale il profilo dell'azienda sul sito di Richard Binder.
  4. questo è quanto si desume da una fattura del 1951 mostrata in questa discussione che indica la celebrazione del 50-simo di fondazione e da questa pubblicità che dice esplicitamente "dal 1901".
  5. che ha fatto da riferimento per buona parte delle informazioni di questa pagina.
  6. essendo l'unico riferimento disponibile useremo questo come data di fondazione, anche se è soltanto un limite superiore e la produzione è probabilmente precedente.
  7. tutte le informazioni al riguardo sono tratte da [ questo articolo]] di Antonios Zavaliangos su FPN.
  8. la data di fondazione dell'azienda è incerta, si è usato quella riportata su Grace Guide per la prima attività del fondatore, come per la data di dismissione si è usato sempre l'indicazione sullo stesso sito di esser diventata parte della Birfield Industries.
  9. i dati relativi alla Giacomazzi sono tratti dal libro "Settimo Torinese - Una città in punta di penna" di Silvio Bertotto.
  10. per quest'ultimo esiste comunque una evidenza, su una penna con questo marchio è stato ritrovato (vedi discussione) un riferimento al modello di utilità N. 22111 registrato dalla "Fratelli Giacomazzi".
  11. si assume quanto riportato in questa pagina.
  12. le date relative all'azienda, come nome ed indirizzo sono quelli riportati nel libro La storia della stilografica in Italia, 1900-1950, di Letizia Iacopini, nella registrazione del marchio però viene citato come nome del titolare la Banco Metalli Preziosi Fiani & Ciampi.
  13. si fa riferimento ai cataloghi pubblicati alcuni anni fa sul sito della Kaweco attuale e non più disponibili.
  14. anno che, in mancanza di indicazioni migliori, assumeremo anche come quello di fondazione dell'azienda italiana che lo impiegava.
  15. la pagina in questione, relativa ai modelli a pulsante di fondo Kaweco era presente, alla data 1927, nella sezione storica del sito dell'azienda, che in quello attuale è stata totalmente eliminata.
  16. le origini non sono chiare, qui si parla di una registrazione nel 1920, mentre qui Joseph Wallace viene indicato come presidente nel 1915, assumeremo come data di inizio il 1914 che è la data di registrazione del primo brevetto di Joseph Wallace, anche se è presumibile che le attività siano iniziate prima.
  17. questi dati derivano, secondo quanto riportato qui dalle registrazioni del dipartimento di stato di New York.
  18. come riportato nel libro La storia della stilografica in Italia, 1900-1950, di Letizia Iacopini, dove è presente anche l'immagine di una carta da lettera o fattura con un logo e l'intestazione e le menzioni dei premi ricevuti.
  19. Letizia Jacopini nel suo libro indica l'inizio dell'attività nella prima metà degli anni '30, ma la richiesta del marchio a nome della "Ditta Gustavo Maier" consente di anticipare la data almeno al 1929.
  20. si fa riferimento per questi dati a quanto riporta Letizia Jacopini nel suo libro "La storia della stilografica in Italia".
  21. si è preso come riferimento quanto riportato in questo articolo.
  22. Letizia Jacopini riporta nel suo libro la sede in viale Regina Giovanna 5 ed un negozio in via Dante a Milano, ma in un catalogo del 1934 viene riportata via Giovanni Omboni 5.
  23. lo stesso che ci consente di assumere il 1933 come limite superiore alla data di creazione dell'azienda, che in mancanza di indicazioni più precise useremo anche come anno di fondazione.
  24. la gran parte dei dati fa riferimento alle fonti e a quanto riportato da Richard Binder in questo articolo.
  25. The American Stationer, Vol. LXII, No 5, New York, New York, 1907-08-03, p. 12.
  26. Certified List of Domestic and Foreign Corporations for the Year 1920, Illinois Office of the Secretary of State, 1919-07-01, p. 485.
  27. Polk’s Ann Arbor (Washtenaw County, Michigan) City Directory 1940 Including Ypsilanti, R. L. Polk & Co., Detroit, Michigan, 1939, p. 281.
  28. i pochissimi dati qui riportati derivano dal libro di Silvio Bertotto, "Settimo Torinese, una città in punta di penna".
  29. vedi questo estratto.
  30. le poche informazioni al riguardo derivano dalla relativa voce voce del glossario nel sito di Richard Binder.
  31. i pochi dati riportati derivano dal libro "La Storia della Stilografica in Italia di Letizia Jacopini e dalla discussione citata.
  32. le informazioni sulle attività di Gattero sono tratte dal libero Settimo Toriniese una città in punta di penna di Silvio Bertotto, sul quale però non c'é traccia del nome della ditta, che risulta invece dalla registrazione di alcuni marchi.
  33. vedi questo estratto.
  34. le notizie provengono tutte dalle fonti citate nei riferimenti ed in particolare dalla discussione sul forum, per la quale si ringrazia Alberto (utente forum A Casirati), ma non ci sono riscontri documentali delle stesse e sono pertanto molto incerte.
  35. le informazioni relative alla American Lead Pencil Company provengono dal libro The pencil di Henry Petroski.