Marchi minori

Da FountainPen.

Si sono raccolti in questa pagina le denominazioni di una serie di marchi minori di cui si hanno pochissime informazioni, sostanzialmente il nome e la nazionalità e poco altro. La pagina costituisce in sostanza un punto di raccolta per i riferimenti a detti marchi, e un taccuino dove annotare i pochi dati ad essi relativi. Le informazioni sono pertanto estremamente ridotte e frammentarie.

A. Morton & Co.

La A. Morton & Co. venne fondata nel 1848 a New York, ed è stata uno dei principali produttori di pennini d'oro degli Stati Uniti. Si tenga presente che questa azienda non ha niente a che fare con il marchio Morton, che si trova su alcune stilografiche di seconda fascia, in genere molto più recenti, la cui produzione è invece chiaramente riconducibile alla Morrison.

L'azienda produceva pennini per altri produttori di stilografiche, e cannucce e custodie. Fra il 1913 ed il 1915 l'ultimo proprietario, Victorine C. Morton (che aveva ereditato l'azienda dal marito James Morton) cedette il marchio e i macchinari e tutto le competenze interne dell'azienda alla Kaweco. Nel 1920 l'azienda chiuse definitivamente i battenti.

Riferimenti esterni: [1] post di George Kowalenco, [2] altro post di George Kowalenco.

Aeistylpen

Azienda o marchio probabilmente italiani, di origini incerte, ma come testimoniato dalle pubblicità reperite, sicuramente attivo fin dal 1914. Probabilmente si tratta di un marchio utilizzato per la produzione di rivestimenti da parte della Premiata Casa Argenterie Gaetano Boccali di Milano citata nella suddetta pubblicità.

Materiale disponibile:

Alba

La Alba è una azienda torinese le cui origini sono piuttosto incerte, ma che pare essere nata dalla fuoriuscita di alcuni dipendenti della Aurora che si erano messi in proprio nella produzione di penne. Le similitudini sono molte, a partire dal nome dell'azienda, che anch'essa si rifà al sorgere del sole, ad un logo ovalizzato con la scritta Alba Torino. La ditta pare essere rimasta in attività fra gli anni '40 e gli anni '50.

Riferimenti: [3]

Materiale disponibile:

Argument

Azienda tedesca, sede a Berlino. Indirizzi noti: Kürassierstrasse 3 e Lichterfelde-West, Kadettenweg 2. Denominazione completa Argument-Füllhalterfabrik, Georg Karasch, Berlin. L'azienda venne fondata intorno agli anni '20 e rimase sul mercato fino agli anni '60. Modelli noti: Argument 33 (safety).

Materiale disponibile:

Aristokrat

Azienda tedesca, sede a Furth. Su questa azienda sono noti pochissimi dati, ma la sua produzione si distingue per un ottimo livello qualitativo. Viene accreditata alla ditta anche la produzione di penne per conto della "Simplo Filler" (futura Montblanc). La produzione di stilografiche venne interrotta negli anni '60.

Riferimenti: [4], [5]

Materiale disponibile:

Atena

Il marchio Atena si trova su alcune penne di fascia economica per le quali l'unico riferimento documentale è la presenza su una pagina di catalogo della Aurora del 1940 pubblicato sul libro di Letizia Jacopini, per cui viene in genere considerata una sottomarca della Aurora. Le penne pur essendo economiche sono di buona fattura, ed hanno, almeno in alcuni modelli, una clip che è praticamente identica a quella che si trova su alcuni modelli della serie S. della Summit, cosa che apre a tutte le possibili speculazioni riguardo la loro origine.

Materiale disponibile:

Atlantica

Secondo Letizia Jacopini il marchio sarebbe stato usato dalla ditta "Italianissima di Giuseppe Olivieri". Il marchio però risulta depositato nel 1931 (Reg. Gen. N. 43857) da tale Giacomo Capella, sempre di Milano, data che assumeremo, in mancanza di indicazioni più dettagliate, come inizio della marca. Le origini dell'azienda sono perciò alquanto incerte, e la identificazione con il marchio Italianissima tutt'altro che scontata.

La produzione vede delle rientranti laminate marchiate Atlantica di buona fattura, con versioni in ebanite di produzione attribuita alla Montegrappa. La produzione degli anni '30 e '40 è caratterizzata dall'uso di celluloide dai colori vivaci con il marchio stampigliato sul corpo. La produzione iniziale degli anni '30 pare prediligere il caricamento a pulsante di fondo mentre quella degli anni '40 quello a levetta.

Materiale disponibile:

Aurea

Marchio italiano, su cui si hanno pochissime notizie storiche. Nota per la produzione di rientranti laminate in oro a 18 carati (marcatura 18 K.R.) di ottima fattura (di produzione che viene spesso ricondotta ai Fratelli Cavaliere) e di penne in celluloide di fascia bassa.

Materiale disponibile:

Boralevi

Azienda italiana, sede a Milano, Via Pisacane 19. Modelli noti Fox 1368.

Materiale disponibile:

Brause

Azienda tedesca, sede a Iserlohn. Fondata da Carl Bergfeld e dai fratelli Friedrich, Wilhelm e Carl Brause nel 1850 a Iserlohn come produttore di pennini. Denominazioni: Brause & Cie., Brause & Co., Brause & Co. Iserlohn, Brause & Co. Schreibfederfabrik. L'azienda è ancora oggi sul mercato per la produzione di pennini e materiale per calligrafia.

L'azienda ebbe un discreto successo nella produzione di stilografiche, iniziata con la ricostruzione effettuata dopo la seconda guerra mondiale, negli anni '50, in particolare per penne destinate al mercato scolastico. Le sue penne erano caratterizzate da una fascia blu posta sopra la veretta sul cappuccio. La produzione di stilografiche venne interrotta nel 1970.

Modelli noti: Brause Cito 3030, Brause Schüller 3050. Uso del marchio Cito per i pennini, logo di un galletto in un cerchio.

Riferimenti: [6]

Materiale disponibile:

Burnham

Produttore minore inglese, fondato da Harry Burnham all'incirca nel 1920, ed attivo all'incirca fino al 1965/6, denominato Burnham Pens con sede in Gloucester Road, London, SE25.

Da finire.

Riferimenti esterni: [7], [8], [9] [10]

Materiale disponibile:


Burnham/en

English small brand, founded by Harry Burnham around 1920, and active until around 1965/6. Denominated Burnham Pens based in Gloucester Road, London, SE25.

To be completed.

External references: [11], [12], [13] [14]

Material:


Byers & Hayes

Azienda americana, sede a New York, 68 Barclay St. Produzione all'incirca dal 1908 al 1933. Producevano o rimarchiavano penne di seconda fascia ma di buona qualità. In genere le penne commercializzate a loro recano l'iscrizione B & H ed il logo dell'azienda che riporta le stesse lettere mescolate.

Riferimenti: [15], [16], [17]

Materiale disponibile:

Böhler

L'azienda venne fondata nel 1935 o nel 1938 (versioni discordanti), da Hermann Böhler, uno dei due fondatori della Osmia che lasciò l'azienda dopo l'acquisizione definitiva della stessa da parte della Faber-Castell, avvenuta nel 1935.

Riferimenti esterni: [18]

Materiale disponibile:


CISEA

Azienda italiana. Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda, il cui nome, secondo quanto riportato da Letizia Jacopini nel suo libro ("La storia della stilografica in Italia") starebbe per "Consorzio Italiano Stilografiche e Affini", un raggruppamento di aziende (presumibilmente del distretto di Settimo Torinese) attivo fra la fine degli anni '30 e la prima metà degli anni '40. In realtà il marchio risulta registrato a Torino nel 1944 (Reg. Gen. N. 90707) come "Casa Italiana Stilografiche e Affini di Carlo Caramello". Questi aveva in precedenza (1939) registrato anche i marchi Amica (Reg. Gen. N. 61381) e Ariana (Reg. Gen. N. 61382). Non è chiaro se si tratta di un caso di omonimia, ma la cosa non sembra probabile.

Vengono segnalate affinità fra le celluloidi usate per le penne marchiate CISEA ed alcuni modelli Olo ed ASCO, cosa che ha fatto nascere l'ipotesi di un qualche collegamento con la Aurora, se non altro per la produzione di fascia bassa, ipotesi sostenuta anche dalla presenza di penne marcate Amica Cisea, con un marchio, Amica, che si ritiene sia stato usato dalla Aurora per la produzione di penne pubblicitarie vista l'identità delle finiture e dei dettagli in metallo ritrovati su queste penne con quelle della Olo.

Riferimenti: [19]

Materiale disponibile:


CISEA/fr

Entreprise italienne dont nous ne possédons pas de dates précises sur ses origines. D'après Letizia Jacopini, tel qu'elle le rapporte dans son livre ("La storia della stilografica in Italia") ce nom aurait été utilisé comme acronyme de "Consorzio Italiano Stilografiche e Affini", un regrouppement d'entreprises (a-priori du quartier de Settimo Torinese) actif entre la fin des années 1930 et la première moitié des années 1940. En réalité, la marque fut déposée à Turin en 1944 (Reg. Gen. N. 90707) comme acronyme de "Casa Italiana Stilografiche e Affini di Carlo Caramello". Ceux-ci avaient précédement (1939) enregistré aussi les marques Amica (Reg. Gen. N. 61381), et Ariana (Reg. Gen. N. 61382). Il n'apparaît pas comme certain et très clair s'il s'agisse-là, d'un cas d'homonymie, et la chose semble peu probable.

Des similitudes sont signalées entre le celluloïd utilisé pour les stylos-plume de la marque CISEA et des modèles des marques Olo et ASCO, ce qui fit naître l'hypothèse que l'entreprise avait un lien avec la marque Aurora, au moins pour la production de stylo-plume d'entrée de gamme. Cette hypothèse peut-être aussi soutenue dans la mesure où l'on note la présence sur le marché, de stylo-plume gravé "Amica Cisea", avec la marque "Amica", qui fut utilisée par Aurora pour la production de stylo-plume publicitaire, ainsi que des reproductions exactes des finitions et des détails métalliques retrouvés sur certains modèle de stylo-plume de la marque Olo.

Références externes : [20]

Documents disponibles :


Camel

La Camel Pen Company venne fondata nel 1935 a Orange, New Jersey da Joseph Wustman e produsse praticamente un solo modello di penna caratterizzato da un particolarissimo caricamento ad inchiostro solido (brevetto nº US-2030452).

... da finire...

Riferimenti esterni

Conté

Azienda francese, nata nel 1795 ad opera di Nicolas-Jacques Conté che in risposta alla scarsità di grafite dovuta alle guerre contro l'Inghilterra che ne bloccavano l'importazione, ideò e brevettò una nuova modalità di costruzione delle matite mescolando grafite e creta. Con il fratello creò la Société Conté per la produzione di matite e gli omonimi pastelli per artisti (altra invenzione dello stesso Nicolas). L'azienda (assorbita dalla Bic) è tutt'oggi nota per la produzione di questi due prodotti. E' nota una produzione di stilografiche dagli anni '20 almeno fino il dopoguerra.

Materiale disponibile:


Corona Co.

Azienda inglese, da non confondersi con le altre marche con nome Corona. Sede a Manchester, con nome Corona Co., fondata durante la prima guerra mondiale, e presente ad una esposizione nel 1918.

Riferimenti: [21]

Degussa

Azienda tedesca, fondata nel 1873 a Francoforte (?) da alcune banche. Il suo nome originale è Deutsche Gold und Silber Scheideanstalt (Compagnia di estrazione di oro e argento) di cui Degussa è una abbreviazione. L'azienda era molto attiva nel campo della chimica e produceva produceva penne in oro e metalli preziosi per le gioiellerie con (una ?) sede a Pforzheim.

Nel 1932 acquisì la divisione di produzione dei pennini dalla Osmia creando una fabbrica a Dossenheim. I suoi pennini si distinguono per un logo con un sole coperto a metà da una linea verticale. Attiva come azienda indipendente nella produzione di pennini fino alla seconda guerra mondiale, nel dopoguerra venne acquisita dalla Reform, la produzione di pennini venne mantenuta a Dossenheim fino al 1970. Attualmente il marchio è proprietà della Evonik Industries che opera nel campo della chimica.

Riferimenti: [22], [23], [24]

Europa

Marchio italiano, su cui si hanno pochissime notizie storiche. Nota per la produzione di rientranti laminate in oro a 18 carati (marcatura 18 K.R.) di ottima fattura, con bellissime decorazioni a sbalzo o in filigree. Il marchio Europa è riportato sia sulla penna che sul pennino.

Non è chiaro se il marchio fosse legato ad una azienda autonoma o ad una produzione effettuata da parte di altri. Le poche fonti documentali disponibili originano dai cataloghi Cesare Marinai, in cui questo marchio compare insieme ad altri riconducibili alla produzione dei Fratelli Cavaliere. La produzione venduta da Marinai riporta esplicitamente il punzone CM.

Materiale disponibile:

Europa/en

Italian brand, on which there is very little historical information. It's known for the production of 18 carat gold overlays for safeties (marked 18 KR) of excellent workmanship, with beautiful decorations cantilevered or filigree. The Europa brand is listed on both in the pen and the nib.

It is not clear whether the brand was linked to an independent company or a third party production. The few available documentary sources originate from Cesare Marinai catalogs, where this brand appears along with other related to the Fratelli Cavaliere production. The production sold by Marinai reports explicitly the CM punch.

Material:

Everest

L'azienda, il cui nome completo è Ditta Stilo-Everest, aveva sede a Torino in Via Martiri Fascisti (come risulta da alcuni cataloghi) anche se in una pubblicità viene riportata Via Superga 25. Non è nota una data di fondazione, ed il marchio è registrato (Reg. Gen. N. 80254) solo nel dopoguerra (1947). Non è noto se si tratti di un produttore diretto o solo di un rivenditore, ma nei modelli mostrati in detti cataloghi sembra evidenziarsi una notevole similitudine con le produzioni di aziende come la Montegrappa e la SAFIS, ed inoltre viene riportata anche una produzione su commissione da parte della Giacomazzi.

Da finire.

Materiale disponibile:

Everest/en

The company, whose full name is Ditta Stilo-Everest, was based in Turin in Via Martiri Fascisti (as reflected by some catalogs) also if in this advertisement is reported Via Superga 25. There is no known foundation date, and the trademark is registered (Reg. Gen. N. 80254) only after the war (1947). It is not known whether this is a direct manufacturer or just a retailer, but in the models shown in those catalogs seems evident a remarkable similarity with the productions of companies like Montegrappa and SAFIS, and it's also reported a production commissioned to Giacomazzi.

To be completed.

Material:

Evergood

Azienda francese, sede a Parigi. Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda. Partecipante al consorzio per la produzione della Visor Pen.

Evergood/en

French company, based in Paris. No known precise data on the origins of this company. Member of the group for the production of Visor Pen.

F.E.R.T.

Il marchio "F.E.R.T." è noto per la produzione di alcune stilografiche, contraddistinte dalla dicitura "F.E.R.T. Automatica Brevettata" e dal riferimento ad un brevetto (nº IT-330806) probabilmente associato al particolare sistema di caricamento, costituito da due barrette laterali unite ad U da una lamina elastica, che possono essere premute per comprimere il gommino, cui si accede svitando un fondello che per questo risulta molto più lungo del normale.

La produzione viene situata nel periodo degli anni '30/'40 ed attribuita alla Aurora, ma al solito non vi sono riscontri documentali al riguardo, se non l'utilizzo di questa sigla su una R.A. prodotta per le campagne del Touring Club Italiano con il significato di "Fortitudo Eius Rhodum Tenuit". Esistono diverse registrazioni del marchio "F.E.R.T." ma l'unica che potrebbe avere una qualche attinenza con la produzione di stilografiche è quella della "Fabbrica Emilio Roggieri Torino" che lo registrò per "pennelli, smalti, vernici e colori, articoli affini".

Materiale disponibile:

Fend

La Fend venne fondata nel 1900[1] ed è nota per le lavorazioni in metallo. Dati precisi sull'origine non sono noti, ma l'azienda aveva sede a Pforzheim ed in un brevetto (nº CH-24220) del 1901 sono citati Georg Fend e Karl Fend che assumeremo come fondatori. L'azienda è nota per la produzione di penne con rivestimenti in metallo laminato oro o in argento di alta qualità, che vennero usati anche da altri produttori per il loro modelli. Si ritiene anche che sia il produttore della maggior parte dei rivestimenti usati da Montblanc negli anni '20 e '30.

L'azienda è però molto più nota per la sua produzione di matite meccaniche capaci di mantenere ed utilizzare diverse mine di diversi colori, commercializzate con il marchio Norma, di cui esistono molteplici pubblicità, come quelle riportate sotto. Nel 1930 circa[2] fondò una filiale estera a Milano (sotto il nome "Fratelli Fend di E. Fend") nota per la produzione di laminate e rientranti di buona qualità (l'azienda era specializzata nella produzione di rivestimenti) che venivano distribuite con il marchio Fendograph. Fra i modelli conosciuti c'è la Fend Norma dal particolare pennino conico.

Sempre negli anni '30 era presente con il marchio Norma negli Stati Uniti, la Norma Multicolor, Inc., New York, NY, dove rimase attiva fino al 1967, è stato ipotizzato che si trattasse anche in questo caso di una filiale della Fend tedesca, ma l'ipotesi più accreditata è che si tratti di una azienda completamente diversa nata negli Stati Uniti. Negli anni '50 produsse modelli costruiti completamente in metallo. La Norma Multicolor cessò le attività nel 1971.

Riferimenti esterni

For Ever

Il marchio For Ever appartiene all'azienda bolognese "Ditta Ivo Germano", a nome della quale è stato registrato nel 1954 (Reg. Gen. N. 115909). La produzione però risulta presente sul mercato, con penne marchiate "FOR EVER" e "FOUNTAIN-PEN" (disposte su due righe) almeno dagli anni '20, con la produzione di rientranti e laminate. L'attività di Ivo Germano viene ricondotta, secondo quanto riportato da Letizia Jacopini, al negozio "La Stilografica" di via degli Orefici, da lui fondato e poi portato avanti dal figlio Gianstefano Germano.

Le stilografiche For Ever sono considerate, secondo l'analisi di Emilio Dolcini nel suo libro sulla Omas, per lo più una produzione su commissione da parte della Omas anche se Letizia Jacopini fa notare la possibilità, specie per rientranti e laminate il cui stile e lavorazione non corrisponde a quello di Omas, a produzioni anche da parte di altri. Sono inoltre presenti sul mercato penne Omas e Minerva rimarchiate Germano, ed anche, meno comuni Ivo o La Stilografica Bologna che confermano senza possibilità di smentita la presenza di una produzione Omas a favore di Germano.

Il legame con la Omas viene infine ulteriormente confermato dalla registrazione nel 1941, ben due anni prima della analoga registrazione effettuata da Armando Simoni, del marchio Permanio (Reg. Gen. N. 64310), proprio per "una lega metallica particolarmente adatta alla costruzione di pennini per stilografiche". Non è chiaro se il marchio sia stato ceduto, anche se questa sembra l'ipotesi più probabile vista la relazione fra le aziende.

Materiale disponibile:

Riferimenti: "La storia della Stilografica in Italia" di Letizia Jacopini

Giacomazzi

La storia dell'azienda inizia nel 1921 a Settimo Torinese, quando i fratelli Pietro e Girolamo Giacomazzi, che avevano lavorato per la Pagliero si misero in proprio per fondare una ditta insieme a Felice Favetta.[3] Le attività iniziali erano relative alla lavorazione al tornio di materiali come avorio, galalite ed osso. L'attenzione alla produzione di stilografiche pare derivi dal figlio di Pietro, Dino, che allo scioglimento della società con Felice Favetta concentrò su questo le attività dell'azienda.

La Giacomazzi lavorò principalmente nella produzione per conto terzi, e non si trovano penne marchiate a suo nome almeno fino a tutti gli anni '50. L'unico marchio sicuramente proprio, di cui esiste una registrazione nel 1944 da parte di Dino Giacomazzi, è la Olimpica (Reg. Gen. N. 90736), altri marchi con produzione di qualità attribuiti alla Giacomazzi sono Punto Rosso (che però era un marchio di proprietà di Ubaldo Massari della Mastilo), Sirium e Sirium Extra.

Ma secondo quanto ricordato da Pier Luigi Giacomazzi, altre produzioni su commissione sono state eseguite dall'azienda per la Everest, la Aster, la Silpa, la Omer, la Morans e la Aviostil.

Materiale disponibile:

Helios

Due pennini Helios

Il marchio "Helios" ha una storia alquanto nebulosa. Due penne con questo marchio (marcate "Helios N° 579" e "Helios N° 666") compaiono infatti in un catalogo Kaweco del 1925, e nel successivo catalogo del 1928 c'è una pagina dedicata dove compaiono la 701, 702 e 704 (e viene citata la 703).[4] Si supporrebbe pertanto che si possa trattare di una sottomarca della Kaweco usata (visti i prezzi più bassi riportati nei suddetti cataloghi) per la produzione economica.

E' però ben nota e presente una produzione italiana associata a questo marchio, che venne richiesto nel 1929 (Reg. Gen. N. 40183) da Eugenio Giarola a Milano.[5] Il marchio è associato (come risulta da questo foglietto di istruzioni), all'azienda Stabilimento Italiano Lavorazione Galalite e Affini ("S.I.L.G.E."). Ma lo stesso foglietto di istruzioni contiene un secondo collegamento diretto con la produzione della Kaweco: le figure del meccanismo a pulsante di fondo in esso raffigurato sono infatti identiche a quelle presenti sul catalogo Kaweco del 1928 citato in precedenza.[6]

Penna marcata "Helios Silga"

Ovviamente non è dato sapere al momento se l'azienda italiana fosse semplicemente un rivenditore, un produttore su licenza o un fornitore/assemblatore con capacità di vendita, ma tutto porta a pensare ad un legame diretto, almeno iniziale, con la Kaweco. Letizia Jacopini riporta che l'azienda venne fondata inizialmente con il nome del titolare, che risulta intestatario anche del rinnovo del marchio nel 1942 (Reg. Gen. N. 67263), diventando nel 1937 la "Silga di Eugenio Giarola" (usando quindi l'acronimo del nome esteso), con nome completo "Marca Elios Original ed Elios Special", che manca della "H" iniziale presente invece nella registrazione ufficiale e su tutte le stampigliature, come quella della foto a fianco.

Che la produzione fosse legata a rapporti commerciali con la Germania risulta evidente sia dallo stile delle produzioni più antiche, che dalla presenza di marchiature in tedesco, sia sui pennini (vedi l'immagine) che sulle stampigliature (Jacopini riporta la dicitura "Helios - Silga / Original Fabrikat"). La produzione iniziale vede modelli a pulsante di fondo in stile flat top chiaramente ispirate alla Duofold (e molto simili alle analoghe Kaweco del catalogo citato), cui seguono negli anni '40 modelli a stantuffo. Dato che la Kaweco fallì e venne rilevata dalla KWG è anche possibile ipotizzare che la produzione di questo marchio sia proseguita in Italia, ma di nuovo non esistono conferme documentali al riguardo. Letizia Jacopini riporta una presumibile cessazione delle attività intorno alla fine degli anni '40.

Materiale disponibile:

Imperial

Azienda tedesca. Marchio usato dalla Füllhalter-Fabrik Gerlach & Bezner con sede a Lipsia (LEIPZIG und PARDUBITZ). Attiva almeno dagli anni '40 (da lettera su Ebay del 10/12/1940). Dopo l'esproprio nazista della J.Brod ne occupò gli impianti produttivi. L'attività finì con il passaggio della ditta alla nazionalizzazione fatta nel 1945 dopo l'occupazione sovietica e venne adottato il marchio Penco, ma il marchio Imperial sopravvisse fino al 1950, quando venne completamente eliminato dai listini.

Riferimenti: [25]

Materiale disponibile:

Imperial/it

Azienda tedesca. Marchio usato dalla Füllhalter-Fabrik Gerlach & Bezner con sede a Lipsia (LEIPZIG und PARDUBITZ). Attiva almeno dagli anni '40 (da lettera su Ebay del 10/12/1940). Dopo l'esproprio nazista della J.Brod ne occupò gli impianti produttivi. L'attività finì con il passaggio della ditta alla nazionalizzazione fatta nel 1945 dopo l'occupazione sovietica e venne adottato il marchio Penco, ma il marchio Imperial sopravvisse fino al 1950, quando venne completamente eliminato dai listini.

Riferimenti: [26]

Materiale disponibile:

Liset

Le uniche notizie note della "Liset", sigla che sta per "Lavorazione Italiana Stilografiche Extra Torino", derivano dalla pubblicazione sul forum delle pagine di un catalogo della ditta, che ci fornisce anche il nome del fondatore / proprietario, F. Vigna e l'indirizzo della sede (Via Montenero 13). Non ne è nota né la data di fondazione, né l'arco di tempo in cui ha operato, anche se il catalogo citato sembra potersi collocare nel dopoguerra.

Dal suddetto catalogo l'azienda produceva o commercializzava diversi modelli, sia a pennino coperto che ordinario, con vari livelli di finitura.

Materiale disponibile:

Littoria

Azienda italiana, marchio di chiara ispirazione fascista su cui sono note poche informazioni. Il marchio pare essere stato anche usato da Columbus per una produzione economica ma di buona qualità. Letizia Jacopini riporta delle stilografiche di buona qualità marchiate "Littoria - Stilografica Automatica" con pennini in oro stampigliati "E. V. M.", acronimo di Eugenio Verga - Milano. E' però nota anche una produzione di penne economiche di seconda fascia marchiata semplicemente "Littoria" contraddistinte dal solo nome seguito da un numero.

Materiale disponibile:

Mastilo

Il marchio Mastilo viene ricondotto la produzione effettuata per conto di una importante cartoleria torinese instestata ad Ubaldo Massari, via Roma 16, Torino. E' nota sotto questo nome una produzione di penne della Ancora, delle Maxima rimarchiate Mastilo Fountain Pen. A nome dello stesso titolare risultano registrati anche i marchi Stylokopia (Reg. Gen. N. 45108), Punto Rosso (Reg. Gen. N. 57199) e Tre Stelle (Reg. Gen. N. 64847). In particolare Punto Rosso fa riferimento ad un modello prodotto nel 1934 dalla ditta Dino Giacomazzi di Settimo Torinese.

Riferimenti: [27]

Materiale disponibile:

Mengoni

Benché il nome Mengoni si trovi su alcuni modelli Minerva, non si tratta di una marca in quanto tale quanto della produzione fatta realizzare da Virginio Mengoni, titolare di uno dei più importanti negozi milanesi di penne e materiali da scrittura, posto prima in corso Vittorio Emanuele e poi in via Cantù, le cui attività iniziarono nel 1934.[7]

Negli anni '30 Mengoni si associò a Edoardo Russo Webber per la produzione delle Saratoga, per le quali risulta cointestatario della prima registrazione del marchio (Reg. Gen. N. 63047), del marchio relativo alla forma della clip a freccia (Reg. Gen. N. 63465) utilizzata nei primi modelli, e del marchio Inco (Reg. Gen. N. 63398) usato per le versione Standard negli anni '40 e per i calamai di inchiostro.

La collaborazione non durò a lungo, almeno a giudicare dalla successiva reintestazione dello marchio (Reg. Gen. N. 64297) esclusivamente a suo nome da parte di Webber. Mengoni comunque continuò nel dopoguerra una sua produzione di penne, marchiate però Saratoga's (Reg. Gen. N. 78484), Si tratta di una produzione di bassa qualità rivolta al mercato economico, prodotte presumibilmente nel distretto di Settimo Torinese, con stilofori e modelli con caricamento a stantuffo.

Oltre alle Saratoga's, è riconducibile a Mengoni la produzione F.O.R.T., marchio rinvenuto su dei modelli Minerva, risultando egli titolare dello stesso (Reg. Gen. N. 63662). Sono altresì riconducibili alle attività di Mengoni i marchi Fonteblu (Reg. Gen. N. 63376), Inch (Reg. Gen. N. 63413) e Coloniale (Reg. Gen. N. 67310). L'attività proseguì fino al 1957, anno di chiusura delle attività dell'azienda di Mengoni.

Materiale disponibile:

Merz & Krell

Azienda tedesca, la casa madre nacque nel 1908 dalle attività di Friedrich Merz, un farmacista, ed è ancora attiva in questo campo come Merz Pharma. La produzione di stilografiche iniziò invece nel 1920, quando i due fratelli Friedrich e Georg Merz si associarono al tornitore Justus Krell per fondare a Bieberau la Merz & Krell, attiva da subito con una decina di operai. Il marchio adottato inzialmente era Melbi (una abbreviazione di Merz & Krell, Bieberau). In seguito vennero adottati anche i marchi Senator e Diplomat. La produzione iniziale era di stilografiche, portapenne e matite meccaniche in celluloide.

Nel 1929 l'azienda si spostò di sede in Bahnhofstrasse, in un nuovo edificio che potesse accogliere l'accresciuta forza lavoro di circa 150 persone. Nel 1936 fu una delle prime aziende tedesche a sperimentare l'uso della resina plastica ad iniezione con l'acquisto di un apposito macchinario per la produzione di pezzi con questa tecnica. Negli anni '60 iniziò la produzione di penne a sfera. Attiva nella produzione di stilografiche economiche, e poi di penne a sfera, negli anni '80 era una delle principali produttrici di penne pubblicitarie, tuttora presente sul mercato con il marchio Senator che resta uno dei principali produttori di penne pubblicitarie.

Riferimenti: [28], [29], [30], [31]

Materiale disponibile:

Morans

Azienda (o marchio) italiano intitolato ad Anselmo Mora registrato nel 1946 (Reg. Gen. N. 76718), sede a Firenze, Piazza Stazione 50.

Materiale disponibile:

National

Azienda tedesca, sede a Monaco. Indirizzi noti: Hoffmannstr. 43 Fernruf 72077 e 71213. Denominazione completa Deutsche Füllhalter Werke Gmbh. Materiale disponibile:

Nios

Azienda tedesca, sede a Osnabrück. Denominazione completa Nios Füllhalter Fabrik - Robert Niehaus.

Materiale disponibile:

Perfection

Con il marchio Perfection venne identificata la produzione della J. G. Rider Pen Company, fondata da Jay G. Rider a Rockford in Illinois nel 1905 e trasformata in società di capitali nel 1907 con H. A. Merlein, S. B. Atwood, e A. C. Horton per un capitale sociale di $25000.[8].

Da finire...

Riferimenti: [32], [33]

Perop

La Perop venne fondata a Praga nel 1939 da quattro persone fra cui Emil Kroutl, uno dei tre fratelli fondatori della Ripet e František Zeman che lavorava per la stessa ditta come ragioniere. L'azienda rimase attiva fino all'ingresso nell'allora Cecoslovacchia del regime comunista nel 1948.

Riferimenti: [34]

Plexor

Con il marchio Plexor venne commercializzata in Francia la produzione della Parker al tempo della seconda guerra mondiale, quando l'uso di un marchio anglosassone divenne altamente problematico in una situazione di conflitto aperto. Non è chiaro per quanto tempo il marchio sia stato mantenuto, né se la produzione fosse davvero eseguita dalla casa madre o svolta indipendentemente dalla filiale francese. Viene comunque riportato da una pubblicità francese che le penne con questo marchio erano prodotte dall'agente francese per conto della Parker.

Riferimenti: [35]

Materiale disponibile:

Rifka

Azienda tedesca, della Westfalia. Presumibilmente produttore di penne economiche per studenti.

Materiale disponibile:

Ripet

La Ripet venne fondata a České Budějovice nel 1919 dai fratelli Kroutl. L'azienda rimase attiva fino all'arrivo del regime comunista nel 1948 quando tutte le aziende private vennero nazionalizzate e concentrate in tre aziende distinte, la Centropen, la Hardtmuth e la Bohemia Works unite sotto il cappello della unica azienda statale, la Koh-i-Noor L. & C. Hardtmuth National Company.

Riferimenti: [36]

Roccati

L'azienda, nota soprattutto per il marchio "Alfa-Ro" era di proprietà di due soci, Luigi Benedetto e Dino Gilardi, ma intestata alla moglie di quest'ultimo, Maria Roccati.[9] Non è nota una data di fondazione ma Letizia Jacopini riporta la ditta, come risultante da annuari ed altre pubblicazioni d'epoca, attiva fra il 1939, assunto come anno di fondazione, ed il 1950. Un altro marchio riconducibile alla ditta è "Ro-Set", stante presumibilmente per Roccati-Settimo.

Riferimenti: [37], [38]

Materiale disponibile:

Roeder

Azienda tedesca, sede a Berlino. Nasce sicuramente come produttore di pennini da intinzione. Denominazione completa S. Roeder - Stahlfeder und Füllfederhalterfabrik. Attiva almeno dal 1892, data della richiesta di un brevetto per un pennino doppio (nº CH-6035).

Materiale disponibile:

Scriba

Marchio Scriba

Marchio (Reg. Gen. N. 42353) che talvolta è stato attribuito alla Stilus, probabilmente per la forte somiglianza nella grafica del logo, ma che in realtà risulta registrato dalla ditta A. Dalla Porta di Verona, che lo aveva richiesto nel 1930 (data che assumeremo, in assenza di indicazioni migliori, come anno di nascita dello stesso).

Materiale disponibile:

Scripto

La Scripto Fountain Pens venne fondata da Monie A. Ferst nel 1923 ad Atlanta come M. A. Ferst Company, operando nella produzione di matite e penne stilografiche. L'azienda produsse anche per un certo periodo accendini. La ditta era specializzata nella produzione economica di fascia bassa, ed è molto più nota per la sua produzione di matite meccaniche e mine. Oggi è stata acquisita dalla giapponese Tocai Corporation.

Riferimenti: [39], [40], [41]

Materiale disponibile:

Soffer

Il marchio (Reg. Gen. N. 70745) deriva dalla contrazione del nome del fondatore, Soffietti Ferruccio. Letizia Jacopini nel suo testo lo riporta come esistente dagli anni '30, anche se la registrazione citata è stata richiesta nel 1945; una fattura del 1941 dimostra comunque che l'attività era sicuramente antecedente. La produzione è di buona qualità, e viene citato il modello Prismatic una penna di forma affusolata molto simile alla Balance, ma sfaccettata, esteticamente molto interessante, e di ottima qualità, prodotta anche, nel dopoguerra, a pennino coperto. La produzione pare essersi protratta fino agli anni '50.

Materiale disponibile:

Riferimenti: [42]

Soma

Azienda francese. Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda, ne sulle sue origini. L'azienda era domiciliata a Parigi, in Rue Condorcet, 40. E' uno dei artecipanti al consorzio per la produzione della Visor Pen. Attiva, a quanto risulta dalla fattura sottostante, almeno fino al 1959.

Materiale disponibile:

Spencerian

Azienda americana. Sede a New York. Denominazione completa Spencerian Steel Pen Co. La Spencerian venne fondata nel 1858 come sussidiaria della Ivison Phinney Publishing Company, nota in seguito come Ivison, Phinney, Blakeman, & Co., e dal 1869 come Ivison, Blakeman, Taylor, & Co., una società editrice che aveva pubblicato i testi dei figli dell'inventore dello stile di calligrafia denominato appunto Spencerian. La Spencerian era principalmente un rivenditore di pennini, distribuiti con proprio marchio, ma prodotti in Inghilterra a Birmingham, da Sir Josiah Mason sotto licenza della Perry & Co..

Negli anni '20 l'azienda iniziò a distribuire anche stilografiche. Le stilografiche erano marchiate Spencerian sul corpo, sul pennino e sul fermaglio, e si trattava principalmente di modelli con caricamento a levetta. Come per i pennini le penne non erano prodotte direttamente, ed almeno per le prime versioni la produzione è universalmente attribuita alla Conklin può essere facilmente desunto dall'uso del particolare caricamento con levetta semicoperta e confermato dal fatto che su alcune di esse sono presenti menzioni esplicite dei brevetti della Conklin.

Riferimenti: [43], [44], [45]

Materiale disponibile:

Standard

Marchio italiano, su cui si hanno pochissime notizie storiche,[10] nota per la produzione di rientranti dotate di rivestimenti laminati di qualità media. Non si conoscono marchi registrati, né altri dati relativi alle origini dell'azienda, e le caratteristiche delle penne non presentano similarità evidenti con altre produzioni che possano fornire indicazioni su un'eventuale origine di produzione su commissione, anche se è stata avanzata l'ipotesi di una produzione da parte della Uhlmann's Eterno.

Sono noti altresì modelli in celluloide di media qualità, caratterizzati dalla stampigliatura Standard Fountain Pen, con caricamento a pulsante di fondo. Di nuovo non se ne conoscono dati (neanche se possano essere strettamente collegate alle rientranti citate in precedenza), anche se l'uso di un nome completamente inglese potrebbe favorire l'ipotesi di collocarne la produzione a prima della promulgazione delle leggi fasciste sulla italianizzazione forzata dei nomi.

Riferimenti: [46]

Materiale disponibile:

Stephens

La "Henry C Stephens Ltd", con sede ad Aldersgate Street 57, a Londra, era un'azienda molto conosciuta nell'Inghilterra del primo dopoguerra. Nata nel 1832 con la denominazione di Stephens' Ink Company e tradizionalmente legata alla produzione di ottimi inchiostri, era riuscita a costruirsi, grazie alla qualità dei propri prodotti, una reputazione di serietà ed affidabilità.

Quando la società decise di lanciarsi nella commercializzazione di stilografiche, il mercato britannico era già maturo e la concorrenza piuttosto forte. Stephens aveva bisogno di una penna diversa dalle altre e di ottime caratteristiche, per distinguersi e confermare la propria reputazione. Non disponendo di impianti produttivi, si rivolse alla "Lang Pen Co Ltd', azienda del gruppo Lang - Curzon - Summit che allora poteva vantare stabilimenti in grado di rivaleggiare con tutti i maggiori produttori di stilografiche, inclusi i quattro "grandi” statunitensi.

Grazie al brevetto nº GB-442262, presentato il 1 Luglio del 1935 da William Livsey, un impiegato di Lang, la nuova stilografica, introdotta nel 1935, offriva un originale sistema di caricamento a pulsante di fondo azionabile senza asportare il fondello, eliminando così il rischio di perderlo come qualche volta invece capitava ai proprietari di stilografiche coeve, come la Parker Duofold. In più, l'operazione di caricamento si rivelava più semplice ed immediata.

Proposta in tre modelli (106, 76 e 56) indicanti le relative fasce di prezzo (10 scellini e 6 pence per il modello di punta, 7 scellini e 6 pence per quello intermedio e 5 scellini e 6 pence per il modello base), la nuova "Self filler” conobbe un successo insperato, tanto da far affermare a Sir Henry Greer, presidente del consiglio d'amministrazione, nel corso dell'assemblea societaria generale annuale del 1937: "nonostante sia difficile introdurre una nuova linea in un mercato così competitivo come quello delle stilografiche, le nostre hanno avuto successo ed il consiglio d'amministrazione ha la ferma intenzione di procedere su questa strada al meglio delle sue capacità". Proprio in quell'anno venne introdotto il nuovo modello "21”, versione di lusso della medesima serie.

Con l'avvento della seconda guerra mondiale e le conseguenti restrizioni nella produzione di manufatti non bellici, tenendo anche conto delle minori disponibilità finanziarie delle famiglie, Stephens lanciò la sua "Leverfil”, sempre prodotta da Lang: un modello più tradizionale articolato su diverse versioni, con alimentazione a levetta e, naturalmente, meno costoso.

Nel secondo dopoguerra, con l'avvento della penna a sfera, Stephens decise di uscire gradualmente dal mercato delle stilografiche, dando spazio al nuovo strumento di scrittura e concentrandosi sugli inchiostri. Una serie di contatti con Waterman sfociò, nel 1965, nell'acquisizione della realtà inglese del prestigiosi marchio statunitense. Nel 1968 Stephens fu acquisita dal Royal Sovereign Group.

Fonte principale: Stephen Hull, "The English Fountain Pen industry – 1875 / 1975”, 2011

Riferimenti: [47] [48], [49]

Materiale disponibile:

Sterling Fountain Pen

La Sterling Fountain Pen Company nacque come divisione dedicata alla produzione degli strumenti di scrittura della Davidson Rubber Company nel 1884 (secondo il primo riferimento) e venne ceduta nel 1919 (secondo il secondo). Titolare dell'azienda era Rhodes G. Lockwood che compare come assegnatario di vari brevetti, insieme anche a William N. Lockwood, i due sono citati in un altro brevetto (nº US-757157, non attinente le stilografiche), come cotitolari della Davidson Rubber Company.

La produzione iniziale era costituita da cannucce per pennino in ebanite e da stilografiche con caricamento a contagocce di tipo joint-filler. E l'azienda (o il suo fondatore) sembra comunque essere connesso, o avere avuto interessi, sia con la A. A. Waterman (detiene alcuni brevetti del fondatore) che con Chilton e Moore (vi sono brevetti di Henry J. Upton, che ha lavorato per queste aziende, intestati a lui). Nel 1919 l'azienda venne ceduta a Francis A. Harrigan che la mantenne operativa fino al 1924.

Riferimenti: [50], [51], [52], [53], [54]

Materiale disponibile:

Stil Re-Ma

Il marchio deriva dall'abbreviazione, che si trova nelle confezioni nella forma "Stil. Re-Ma", di "Stilografiche Renato Marrucci". I dati disponibili sono molto pochi e derivano dalle discussioni citate nei riferimenti. Pare comunque evidenziarsi un legame con la Soffer sia per la presenza di un modello sfaccettato ogivale che è specifico della produzione di questa azienda, che per la presenza del marchio Soffer su una penna con pennino "Stil Rema".

Materiale disponibile:

Riferimenti: [55]

Stylo Rally

Azienda francese, sede a Parigi. Presente sul mercato dalla fine degli anni '30, aveva una produzione di discreta qualità. Rimase in attività fino agli anni '50.

Riferimenti: [56], [57]

Materiale disponibile:

Surgens

Il marchio Surgens venne registrato nel 1947 dalla "Ditta Angelo Cavallo" (Reg. Gen. N. 84240) per "penne stilografiche, pennini o parti di penne", ed è questa al momento la sola data certa relativa alle origini dell'azienda, che Letizia Iacopini pone all'inizio degli anni '40. La ditta è rimasta in attività almeno fino al 1955, data di registrazione del marchio Cavallina (Reg. Gen. N. 129090), dove però compaiono solo delle generiche "penne" insieme a oggetti di cancelleria e matite.

Le stilografiche sono di buona qualità costruttiva e con belle celluloidi, in particolare i modelli più antichi, sfaccettati e con caricamento a levetta, clip a rotellina e vari tipi di bande sul cappuccio. Anche il modello ogivale del dopoguerra illustrato nel materiale allegato, denota una buona qualità costruttiva. Le notizie sulla produzione della Surgens restano comunque estremamente ridotte.

Materiale disponibile:

Titania

Marchio italiano della omonima ditta di Settimo Torinese, fondata da Giorgio Fornello nel 1930 circa (almeno secondo quanto riportato nel libro "Settimo Torinese - Una città in punta di penna" di Silvio Bertotto, che è la fonte primaria di informazioni al riguardo). L'azienda ebbe il periodo di maggior successo fra gli anni '30 ed i primi anni '40, con una buona esportazione verso la Germania. Vi operava un tecnico fuoriuscito dalla Aurora, Luigi Caudano, che pare abbia contribuito significativamente al successo dell'azienda.

Nel dopoguerra però il marchio risulta registrato da Michele Persico (Reg. Gen. N. 73753), che presentò la richiesta nel 1945 e non è chiaro se questi sia subentrato nella gestione della ditta originaria o si tratti di una registrazione indipendente. L'azienda ebbe un periodo di breve successo in Italia nell'immediato dopoguerra. Una azienda con lo stesso nome risulta tuttora in attività a Settimo Torinese.

Nel suo periodo migliore la Titania produsse penne in celluloide di buona qualità, ma molto ordinarie nello stile e nelle soluzioni tecniche. Quelle di fascia più alta riportano la stampigliatura del marchio sul corpo e pennini in oro marchiati Titania. E' nota una produzione di fascia economica per la grande distribuzione con pennini in acciaio.

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Tripen

Le origini delle Tripen Manufacturing Company sono alquanto incerte e non è nota una precisa data di fondazione, ma David Nishimura la pone agli inizi della grande depressione e la cosa è confermata da due brevetti di design (nº US-D079456 e nº US-D081435) richiesti ed assegnati nel 1929 da George Coby che, in assenza di dati più stringenti, si presupporrà essere il fondatore dell'azienda. Dai brevetti si desume anche il nome esatto dell'azienda e la sua collocazione geografica.

La produzione della ditta si contraddistingue per una particolarissima penna, praticamente l'unico modello da essa prodotto, la Triad, di forma completamente triangolare che anticipa la recente Omas 360 di parecchi decenni e costituisce un caso unico nel panorama internazionale. Le penne dell'azienda erano di alta qualità ma essendo il corpo penna completamente triangolare il cappuccio non poteva essere ruotato ma solo sfilato, e veniva chiuso con un pomello sul cappuccio (nº US-1776384) tramite un meccanismo interno.

Pare che la poca abitudine con il meccanismo abbia portato a rompere la maggior parte dei cappucci, nel tentativo, impossibile di svitarli. La combinazione fra una produzione molto limitata durata per pochi anni e la facilità di rottura della penna rende la Triad una delle penne più rare ed ambite dai collezionisti americani.

Riferimenti: [58], [59]

Materiale disponibile:

Typhoo

Marchio inglese usato dalla Sumner's Typhoo Tea Ltd., un'azienda produttrice di tè, per una serie di penne, denominate Ty·phoo Fountain Pen, che venivano regalate ai propri clienti come premio fedeltà. Dovevano essere raccolte almeno 30 carte distribuite con le confezioni di tè, da spedire presso la sede di Birmingham dell'azienda.

Si tratta di penne di buona qualità, prodotte dalla Lang/Summit, sia in ebanite nera che fiammata, recanti sul corpo iscrizioni che invitavano all'uso del tè dell'azienda, probabilmente il primo ad essere stato commercializzato già in pacchetti, che veniva venduto come rimedio all'indigestione. (da finire)

Materiale disponibile:


Riferimenti: [60], [61], [62], [63], [64]

Unique Pen Company

Azienda minore inglese di cui si hanno pochissime informazioni,[11] risulta aver iniziato le sue operazioni nello Strand a Londra ed aver presentato alla British Empire Exhibition del 1924 (che assumeremo come data di fondazione, anche se questa è ignota e riferibile comunque agli inizi degli anni '20) una produzione di oltre 60 modelli di penne in ebanite. La registrazione del marchio è del 1933 con sede a 34 Maiden Lane, Londra. La sede produttiva è riportata essere nel borgo di Merton.

Durante la guerra i modelli vennero limitati a cinque per le restrizioni dovute al periodo bellico, la ditta pare avere prodotto in Inghilterra penne per conto terzi, come Eversharp, Kingswood e Waterman. Cessò le attività nel 1958.

Riferimenti esterni: [65], [66], [67], [68], [69], [70]

Materiale disponibile:

Universal Füllhalter

Azienda tedesca, sede a Berlino. Denominazione completa Universal Füllhalter. Nome usato da molte altre piccole aziende.

Materiale disponibile:

Venus

L'azienda che poi diverrà la Venus Pen and Pencil Corp. venne fondata da Edward Weissenborn nel 1861 ad Hoboken nel New Jersey come American Lead Pencil Company, ed era uno dei principali produttori di matite americani, in particolare con il marchio Venus che venne introdotto nel 1905. L'azienda comunque era attiva anche nel mercato delle stilografiche, con una Dragon Fountain Pen come risulta da alcune pubblicità dell'inzio del 1900 (in Inghilterra sul "The Strand Magazine", la più antica è proprio del 1900).

L'azienda assunse nel 1956 il nome Venus Pen and Pencil Corp., per poi assorbire la Esterbrook undici anni più tardi, nel 1967, per dar vita alla Venus-Esterbrook.[12] Riferimenti:[71]

Materiale disponibile:

Verbana

Azienda italiana, le cui origini sono poco chiare. Il nome del marchio fa pensare ad una azienda del novarese, ma secondo quanto riportato nel libro di Letizia Jacopini la produzione sarebbe da attribuirsi probabilmente al distretto di Settimo Torinese. Al contrario Giovanni Abrate la attribuisce, secondo quanto riportatogli dagli eredi, ad una azienda di Sesto Calende, proprietà del Cav. Moroni. Non esistendo tracce documentali si è assunta quest'ultima attribuzione.

Materiale disponibile:

Victoria

Dell'azienda si hanno poche informazioni, Paolo Enrico De Muro nel suo testo "I marchi registrati delle stilografiche italiane" ne riporta la registrazione del marchio nel 1921, data che in mancanza di altre indicazioni assumeremo come anno di fondazione) ma questo non compare più nel database dei marchi. Nonostante il nome, e la presenza di marcature, in inglese, si tratta di un marchio italiano di Pietro Tavella, anche se in una fattura presente sul testo citato, questi si presenta come concessionario per l'Italia della "Victoria Safety Fountain Pen".

La produzione consiste in rientranti laminate di fattura pregevole e modelli in celluloide. La ditta è rimasta in attiva almeno fino al 1943, data presente sulla fattura citata.

Materiale disponibile:

Walkover

Azienda francese. Non sono noti dati precisi sulle origini di questa azienda. Modelli noti: Walkover Altesse. Partecipante al consorzio per la produzione della Visor Pen. Ancora attiva nella produzione di penne economiche.

Materiale disponibile:

Welcome

La produzione marchiata Welcome viene ricondotta alla Casa della Penna di Torino con sede in piazza Carlo Felice 12, come nella scatola di una delle penne illustrate e come riportato da Letizia Jacopini essere confermata dalla testimonianza orale di un rappresentante e dagli annali del Politecnico Italiano. Le origini del marchio però rimangono piuttosto incerte, dato che questo risulta registrato (Reg. Gen. N. 49493) ad Antonio Brusciani, residente a Genova.

La produzione viene attribuita principalmente a modelli realizzati su commissione dalla Omas per la Casa della Penna e vede una produzione iniziale di laminate rientranti negli anni '20, seguita da modelli in celluloide negli anni '30, e modelli con cappuccio metallico nel dopoguerra. Non è chiara la relazione con un similare marchio Wellcome.

Materiale disponibile:


Note

  1. per la data si fa riferimento a quanto emerso in questa discussione su FPN e non su quella del 1899 citata in altri siti e ripresa dal libro di Lambrou.
  2. secondo quanto riportato nel libro di Letizia Jacopini, che parla di primi anni '30.
  3. i dati relativi alla Giacomazzi sono tratti dal libro "Settimo Torinese - Una città in punta di penna" di Silvio Bertotto.
  4. si fa riferimento ai cataloghi pubblicati alcuni anni fa sul sito della Kaweco attuale e non più disponibili.
  5. anno che, in mancanza di indicazioni migliori, assumeremo anche come quello di fondazione dell'azienda italiana che lo impiegava.
  6. la pagina in questione, relativa ai modelli a pulsante di fondo Kaweco è tuttora presente, alla data 1927, nella sezione storica del sito dell'azienda.
  7. si fa riferimento per questi dati a quanto riporta Letizia Jacopini nel suo libro "La storia della stilografica in Italia".
  8. la gran parte dei dati fa riferimento alle fonti e a quanto riportato da Richard Binder in questo articolo.
  9. i pochissimi dati qui riportati derivano dal libro di Silvio Bertotto, "Settimo Torinese, una città in punta di penna".
  10. i pochi dati riportati derivano dal libro "La Storia della Stilografica in Italia di Letizia Jacopini e dalla discussione citata.
  11. le notizie provengono tutte dalle fonti citate nei riferimenti ed in particolare dalla discussione sul forum, per la quale si ringrazia Alberto (utente forum A Casirati), ma non ci sono riscontri documentali delle stesse e sono pertanto molto incerte.
  12. le informazioni relative alla American Lead Pencil Company provengono dal libro The pencil di Henry Petroski.